M5s, c’è un caso Perantoni È stato candidato nel 2010
di Umberto Aime
Ex grillini segnalano che l’avvocato sassarese ha corso con i Comunisti italiani La replica del Movimento: «Il regolamento è stato rispettato fino in fondo»
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CAGLIARI. C’è un intoppo improvviso nella campagna elettorale del Movimento Cinque stelle ed è il caso Perantoni. È il cognome dell'avvocato civilista sassarese, il nome è Mario, candidato nel collegio uninominale di Sassari per la Camera. Da qualche giorno l’aspirante deputato è finito nel mirino di alcuni ex militanti grillini. Secondo chi ha scoperchiato la pentola e l’ha fatto nella Rete, com’è costume che sia per il Movimento, Perantoni non potrebbe essere candidato. Perché? Perché, in passato, avrebbe partecipato a una competizione elettorale con la casacca dei Comunisti italiani. Per l'esattezza, l'avvocato col pallino della politica sarebbe stato prima un dirigente del partito che faceva capo ad Armando Cossutta e poi, nel 2010, in una delle liste dell’allora coalizione di centrosinistra per il Consiglio provinciale. Per gli ex grillini la vicenda Perantoni è diventa in attimo il pretesto per risollevare un’ondata di contestazioni sulla gestione delle Parlamentarie e delle candidature uninominali, va ricordato decise dallo staff del candidato-premier Luigi Di Maio, a meno di un mese dalle Politiche. Nel frattempo, però, dal M5s fanno comunque sapere che «non c'è nessun caso: Mario Perantoni, come molti altri, ha diritto a candidarsi perché mai ha corso contro il Movimento, come prescrive il nostro regolamento». Una spiegazione perentoria, ma non è detto che questo basti per spegnere la polemica sul nascere. Perché tra l’altro il regolamento per le Parlamentarie stabiliva che per «candidarsi è necessario non aver corso con altre forze politiche a far data dal 4 ottobre 2009». La candidatura dell’avvocato con i Comunisti italiani risalirebbe invece al 2010 e quindi ricadrebbe fra le clausole perentorie stabilite dalla Piattaforma Rousseau, il cuore e la mente della campagna elettorale del Movimento. Bisognerà vedere quale sarà l’evoluzione del caso nelle prossime ore. Per i Cinque stelle sarebbe comunque il secondo dall’inizio della campagna elettorale. Il primo risale a più di un mese fa, con la mancata ricandidatura del senatore uscente Roberto Cotti, escluso dalle Parlamentarie dopo la decisione dello Staff. Ma è un’esclusione è rimasta ancora misteriosa: finora non è stata spiegata dai vertici del Movimento ma neanche dal parlamentare uscente.
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