Speranza, LeU: l’alternativa è una nuova e vera sinistra
CAGLIARI. Proposte concrete per cambiare la vita reale, perché «l’Italia non deve ritornare a essere un paese per tutti e non riservato a pochi privilegiati». Con queste parole Roberto Speranza,...
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CAGLIARI. Proposte concrete per cambiare la vita reale, perché «l’Italia non deve ritornare a essere un paese per tutti e non riservato a pochi privilegiati». Con queste parole Roberto Speranza, coordinatore nazionale di Mpd, e portavoce ufficiale di «Liberi e Uguali» ha chiuso la due giorni di campagna elettorale in Sardegna. «Ho parlato con tante gente – ha detto – e qui da voi gli effetti della crisi e delle disuguaglianze hanno avuto effetti ancora più devastanti. Ma in tutte le persone ho letto negli occhi hanno una grande voglia di riscatto e il voto del 4 marzo è l’occasione giusta per chiudere con il passato. La sinistra deve ritornare a parlare di dignità del lavoro, sanità pubblica, università gratuite, pensioni decorose e alla giusta età e soprattutto di diritti per tutti nessuno escluso». Temi – ha aggiunto Speranza – che «invece il Partito democratico di Renzi ha cancellato dalla sua agenda politica, per sostituirle con precariato, buona scuola, poi risultata pessima, e altre scelte che hanno messo ancora più in ginocchio non solo le classi già più deboli, ma anche quella medi». Chi dal Pd è andato via sbattendo la porta non ha dubbi: «Liberi e Uguali è oggi l’unica possibilità per fermare la deriva di questi anni. Lo dico lanciando questo messaggio al mio ex partito: non basterà cambiare un uomo (Renzi?) per ritornare a essere progressisti, devono cambiare dall’inizio alla fine le priorità del Partito democratico». È da questo appello che è partita anche un’altra considerazione forte di Roberto Speranza: «Il primo pericolo da fermare, col voto del 4 marzo, è quello di un accordo fra Renzi e Berlusconi. Sarebbe la rovina per l’Italia». Sullo stesso piano ha messo anche la possibilità di una vittoria del Movimento Cinque stelle alle politiche: «Non possiamo essere governati da chi continua ambigui su principi fondamentali come l’antifascismo e la ferma condanna del razzismo. Fra false notizie e assurdi silenzi – ha concluso – i Cinque stelle rischiano di far scivolare l’Italia in un baratro senza fine». Ma se dopo il marzo «Liberi e Uguali» fosse indispensabile per formare un governo, con chi tratterebbe? «Con chi crede nei diritti per tutti e non certo nei privilegi, nei personalismi e racconta frottole». (ua)
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