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Adinolfi: «Difendiamo i valori degli italiani»

Adinolfi: «Difendiamo i valori degli italiani»

Il leader del Popolo della Famiglia a Cagliari: «Siamo in forte crescita, lo dicono i sondaggi»

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CAGLIARI. Se gli dai dell’integralista, al vocione che ha, aggiunge qualcosa di più squillante perché il messaggio arrivi ancora più lontano: «Sbagliato. Io sono, noi siamo i difensori di principi integrali e la differenza con il fondamentalismo qui è tanta e comunque non negoziabili». Il leader del Popolo della famiglia, Mario Adinolfi, è uno che ci sa fare con le parole e i concetti. La capacità di sintesi è da primo della classe: in 35 secondi netti riesce a sintetizzare il corposo programma, 65 punti, del movimento che ha fondato all’indomani dei Family Day. «Riportare la società italiana, oggi inquinata da un radicalismo di massa, ai suoi valori naturali, storici e costituzionali». Cioè, per essere ancora più sintetici, «noi puntiamo, in queste elezioni, al ritorno al centro della scena delle famiglia e di chi ha un profondo credo cristiano. Gli altri lo promettono, per noi è la priorità e continuerà ad esserla anche se non dovessimo superare lo sbarramento del tre per cento ma nei sondaggi ci danno in forte crescita». A Cagliari per la campagna elettorale del Pdf, Adinolfi ricorda che «la nostra prima proposta è il reddito di maternità: mille euro al mese per le madri che restano a casa a seguire i figli». Poi la seconda: «Alleggerire le tasse alle famiglie, perché chi ha figli deve avere uno sconto importante rispetto ai single». Con in più una postilla costruita per la Sardegna: «Almeno quattro biglietti gratuiti ogni anno a famiglia per viaggiare in aereo, destinazione Roma o Milano. È questa la vera continuità che i sardi dovrebbero pretendere». Abbandonato il Pd, «non si occupa più dei problemi della gente» e oggi abbastanza vicino al centrodestra, «anche se non stravedo per Berlusconi», il vulcanico blogger ha una certezza: «Con le nostre proposte risalirebbe subito il tasso di natalità, perché una coppia sposata, formata da un uomo e una donna sia chiaro, non avrebbe più paura di avere figli. Finalmente si sentirebbe considerata e protetta dallo Stato dopo troppi anni di porte sbattute in faccia». Candidato capolista nel collegio regionale per il Senato, «sono l’unico leader nazionale che ha fatto questa scelta, perché io sto con gli ultimi e la Sardegna a Roma non è considerata per nulla», ha anche un altro pezzo del programma da raccontare: «Siamo contro il biotestamento, altro che fine vita è una condanna a morte, poi diciamo no alle unioni civili, sono innaturali e imposte da una lobby, e siamo anche antiabortisti». Per i chiudere con un’altra spruzzata di Sardegna: «Il via libera alla zona franca, perché è l’unica possibilità per i sardi di riprendersi dalla batosta della crisi».

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