Guardie mediche e 118, ecco i soldi
Le indennità erano bloccate, dalla Regione la copertura dei contratti integrativi
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CAGLIARI. I medici del 118 e quelli in servizio nelle guardie mediche riavranno l’indennità, intorno ai 700 euro al mese, che era bloccata da mesi dopo l’intervento della Corte dei conti nazionale. Il blocco è stato superato dal Consiglio regionale con una legge entrata in aula con la procedura d’urgenza, cioè senza passare in commissione, e approvata all’unanimità. Con il voto a favore, l’Aula ha autorizzato una spesa straordinaria di due milioni e 30mila euro, con cui sarà coperto il costo del contratto integrativo. Contratto che copre oltre il 40 per cento della busta paga dei medici del servizio emergenza-urgenza e delle guardie mediche. A sollevare il caso, a livello nazionale, era stata la Corte dei conti, che aveva messo in dubbio i pagamenti delle indennità da parte di alcune Regioni. Dubbi che avevano portato al blocco dei pagamenti per diversi mesi e alla protesta dei medici. Ma il problema è stato risolto dal Consiglio con la leggina. Il dibattito sulle indennità, è stato sfruttato da Forza Italia e dall’Udc per denunciare altri due casi spinosi nella sanità. Giorgio Oppi ha detto che «sull’apertura del Mater Olbia – è l’ospedale privato finanziato dal Qatar – continuano a esserci troppe ombre, alimentate anche da annunci smentiti già cinque volte da altrettanti rinvii. Ora la nuova data sembra essere quella di giugno, ma la procedura per l’accreditamento non c’è ancora e quindi, vedrete, salterà anche la prossima scadenza». Invece Edoardo Tocco di Forza Italia ha sollevato il caso della Rete ospedaliera non ancora licenziata dal ministero: «Le Aziende sanitarie continuano a riorganizzare i reparti, ma lo fanno senza sapere se da Roma arriverà il via libera e questo mistero rischia di aumentare il caos che oggi c’è nella sanità». Intanto l’assessorato alla sanità ha impegnato 77 milioni come acconto per garantire le cure personalizzate ai pazienti con disabilità gravi e gravissime e anche il programma «Ritornare a casa», che prevede appunto la copertura dei costi delle cure per i pazienti non autosufficienti assistiti dai familiari. Le risorse sono state ripartite in base ai fabbisogni dichiarati dai Comuni e saranno trasferite entro un mese. «Sappiamo che pazienti e famiglie hanno bisogno di sapere con certezza l’importo delle risorse – ha detto l’assessore Luigi Arru – e aver approvato la manovra finanziaria entro gennaio ci ha consentito di accelerare i tempi. Con l’impegno di spesa della Regione, i Comuni potranno anticipare le somme e quindi non ci sarà nessuna interruzione nell’assistenza a domicilio».
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