movimento 5 stelle
Licheri: «Stop ai nuovi hotel valorizzare borghi e interno»
SASSARI. Avvocato cassazionista, consigliere dell’Ordine forense di Sassari, Ettore Licheri è il capolista al Senato del Movimento 5 stelle nel collegio unico regionale. Un posto che il legale...
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SASSARI. Avvocato cassazionista, consigliere dell’Ordine forense di Sassari, Ettore Licheri è il capolista al Senato del Movimento 5 stelle nel collegio unico regionale. Un posto che il legale sassarese si è guadagnato vincendo le parlamentarie. Dopo di lui Elvira Lucia Evangelista, Roberto Cappuccinelli e Antonella Congiu.
Lavoro. «Dobbiamo rimettere l’Italia al lavoro. Il jobs act è servito solo a fare aumentare i lavoratori precari. Pochi sanno che il 33 per cento dei lavori interinali dura un solo giorno. Insomma, sono aumentati i contratti ma è diminuito il lavoro. Aumenta il Pil ma cresce anche la povertà. Le statistiche non raccontano quella che è la realtà. Il M5s propone interventi di carattere strutturale, come la riforma dei centri per l’impiego affinché questi facciano incontrare domanda e offerta e possano garantire nuova formazione professionale ai nostri disoccupati».
Trasporti. «Serve un piano trasporti definito che l’isola non ha. Un piano che non solo assicuri i collegamenti con la penisola ma curi anche la mobilità interna. Se vogliamo aprirci a nuovi flussi turistici servono nuove infrastrutture. Questione Tirrenia: la convenzione con la società di Onorato scade nel 2020 ma la Sardegna non ha alcun ruolo nella trattativa se non di mera consultazione. Il M5s si impegna perché fra due anni la Sardegna possa sedersi al tavolo con pari dignità insieme agli altri soggetti».
Turismo. «Il nostro programma prevede la valorizzazione di borghi e aree interne dell’isola. C’è ancora chi pensa che la soluzione per il turismo siano nuovi hotel a 5 stelle, ma chi lo sostiene è in malafede. Prima di costruire nuovi alberghi pensiamo a occupare quelli esistenti aperti solo tre mesi all’anno. Delle 16 tipologie di turismo classificato da noi si sviluppa solo quello balneare. Ecco perché noi istituiremo un ministero del Turismo separato da quello dei Beni culturali. Ma la Sardegna potrà vivere di turismo solo se riesce a mandare a casa chi da destra propone campi da golf e chi da sinistra regala pezzi di costa a emiri e continentali».
Economia. «Dividere le banche d’affari da quelle commerciali e creare una banca pubblica degli investimenti per piccole imprese, agricoltura e famiglie. Puntiamo su innovazione e filiera agroalimentare».
Insualrità. «È un onere di cui lo Stato deve farsi carico. L’isola ha sempre avuto governatori deboli e supini alla prepotenza dello Stato, ma questo tema non può essere un pretesto per giustificare omissioni, ritardi ed errori di una classe politica sarda inconcludente». (al.pi.)
Lavoro. «Dobbiamo rimettere l’Italia al lavoro. Il jobs act è servito solo a fare aumentare i lavoratori precari. Pochi sanno che il 33 per cento dei lavori interinali dura un solo giorno. Insomma, sono aumentati i contratti ma è diminuito il lavoro. Aumenta il Pil ma cresce anche la povertà. Le statistiche non raccontano quella che è la realtà. Il M5s propone interventi di carattere strutturale, come la riforma dei centri per l’impiego affinché questi facciano incontrare domanda e offerta e possano garantire nuova formazione professionale ai nostri disoccupati».
Trasporti. «Serve un piano trasporti definito che l’isola non ha. Un piano che non solo assicuri i collegamenti con la penisola ma curi anche la mobilità interna. Se vogliamo aprirci a nuovi flussi turistici servono nuove infrastrutture. Questione Tirrenia: la convenzione con la società di Onorato scade nel 2020 ma la Sardegna non ha alcun ruolo nella trattativa se non di mera consultazione. Il M5s si impegna perché fra due anni la Sardegna possa sedersi al tavolo con pari dignità insieme agli altri soggetti».
Turismo. «Il nostro programma prevede la valorizzazione di borghi e aree interne dell’isola. C’è ancora chi pensa che la soluzione per il turismo siano nuovi hotel a 5 stelle, ma chi lo sostiene è in malafede. Prima di costruire nuovi alberghi pensiamo a occupare quelli esistenti aperti solo tre mesi all’anno. Delle 16 tipologie di turismo classificato da noi si sviluppa solo quello balneare. Ecco perché noi istituiremo un ministero del Turismo separato da quello dei Beni culturali. Ma la Sardegna potrà vivere di turismo solo se riesce a mandare a casa chi da destra propone campi da golf e chi da sinistra regala pezzi di costa a emiri e continentali».
Economia. «Dividere le banche d’affari da quelle commerciali e creare una banca pubblica degli investimenti per piccole imprese, agricoltura e famiglie. Puntiamo su innovazione e filiera agroalimentare».
Insualrità. «È un onere di cui lo Stato deve farsi carico. L’isola ha sempre avuto governatori deboli e supini alla prepotenza dello Stato, ma questo tema non può essere un pretesto per giustificare omissioni, ritardi ed errori di una classe politica sarda inconcludente». (al.pi.)
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