La Nuova Sardegna

Bruno: dovere morale votare Pd

di Alessandro Pirina
Bruno: dovere morale votare Pd

Il sindaco di Alghero ex dem: è l’ora della responsabilità contro il vento di destra

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il Pd resta la sua casa, anche se non ne fa parte da quattro anni, da quando i dem lo hanno messo alla porta per la decisione di candidarsi a sindaco nonostante il partito avesse scelto un altro nome. Le elezioni del 2014 sappiamo tutti come sono andate: il Pd fuori dal ballottaggio e lui eletto sindaco di Alghero al secondo turno. Ora, a quattro anni da qual clamoroso divorzio, Mario Bruno invita a votare il Pd e il centrosinistra alle politiche. Un voto contro il qualunquismo e i rigurgiti neofascisti.

Bruno, cosa rappresentano le elezioni di domenica?

«Hanno un valore politico ampio. Io vedo da una parte il possibile ritorno al qualunquismo, alla incompetenza e dall’altra un vento di destra a tratti neofascista che non può non preoccuparci. E, dunque, anche per me, seppure eletto con una lista civica, è un dovere schierarmi».

E dunque sceglierà il Pd e il centrosinistra.

«Certo, anche se in questi anni abbiamo attraversato momenti di forte conflittualità, i valori continuano a essere gli stessi. Spesso c’è la tendenza dei cittadini ad abdicare al loro ruolo, ma io credo che questo sia il momento di difendere i principi sanciti dalla Costituzione. È una partita fondamentale in cui da una parte c’è la democrazia e dall’altra il vento di destra e il qualunquismo. Nella mia condizione sarei il primo a non volere partecipare alle elezioni, invece sento il dovere morale di schierarmi. E questo è un aspetto fortemente di centrosinistra. Noi abbiamo la necessità di sentire una appartenenza».

Il centrosinistra ha la tendenza a dividersi. Il caso Alghero è stato un esempio.

«Vero, ma anche nei momenti di forte conflittualità col Pd locale, i governi regionale e nazionale sono sempre stati molto vicini ad Alghero. A testimonianza di quando hai a che fare con amministratori responsabili che non stanno a guardare il colore politico. In questi 4 anni la città ha raggiunto risultati importantissimi. Penso ai 5 milioni e mezzo per costruire le case popolari, ai 10 milioni per le scuole della città, alle infrastrutture per l’area artigianale, al nuovo centro di aggregazione, al progetto per rendere fruibile la Grotta verde, ai finanziamenti per il parco di Porto Conte. Erano 15 anni che si chiedeva una soluzione per la facoltà di Architettura e finalmente è arrivata. Senza contare la grande partenza del Giro d’Italia e il Rally per il quarto anno ad Alghero. E poi la questione aeroporto...».

L’aeroporto è uno dei temi caldi della campagna elettorale nel nordovest dell’isola: destra, 5 stelle e indipendentisti accusano il centrosinistra di averlo affossato.

«Il Riviera del corallo era sull’orlo del fallimento e ora non lo è più, questo è un dato di fatto. Certo, c’è stato un anno di conflitto con la Regione sulla questione dei voli low cost. Ma ora c’è una nuova consapevolezza sulla necessità di riportare le compagnie a basso costo. Si sta riavviando questo percorso. È stato fatto un primo bando, a breve ne sarà pubblicato uno nuovo. Ho chiesto nuovi voli per Parigi, Dublino, la Germania, c’è la necessità di estendere la nostra presenza sulle rotte. E poi occorre lavorare sui mesi più critici, da novembre a febbraio. Dobbiamo colmare quel gap, ma l’aeroporto c’è, non esiste alcun tentativo di chiuderlo».

Anche la sanità è stata motivo di conflitto con la Regione.

«Superato anche quello, abbiamo ripristinato il primo livello dell’ospedale. Poi mi ha scritto l’assessore Arru che vuole realizzare in città il nuovo ospedale accorpando il Civile e il Marino: le risorse le hanno, sono nei fondi per l’edilizia ospedaliera».

A questo punto potrebbe anche rientrare nel Pd...

«Il mio è un atteggiamento di responsabilità, perché serve al Paese, alla mia città. Non ho secondi fini e non mi aspetto niente. È inutile negare che senza il Pd saremmo stati a casa dopo l’uscita dell’Udc dalla maggioranza, ma questo è un voto che non è collegato al mio percorso ma ai miei valori. Al di là di questi io il Pd l’ho sempre sentito il mio partito. Forse oggi le liste civiche hanno più appeal, ma solo i partiti hanno una capacità di selezione autentica, sono l’ultimo baluardo della democrazia».

Sulle liste c’è stato più di un malumore tra i dem. Come giudica i suoi “candidati”?

«Tutti di livello, anche perché nei vari passaggi istituzionali sono sempre stati tutti al mio fianco. Sono stati tutti presenti in maniera costante durante l’intero mio mandato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative