Blitz francese sul mare sardo Pili: pronti alla mobilitazione
SASSARI. Ennesima guerra dei confini tra Italia e Francia. Guerra per il mare e per la pesca in mare. Motivo della contesa il tratto di mare tra la Sardegna e la Corsica. La denuncia è del...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Ennesima guerra dei confini tra Italia e Francia. Guerra per il mare e per la pesca in mare. Motivo della contesa il tratto di mare tra la Sardegna e la Corsica. La denuncia è del parlamentare di Unidos, Mauro Pili. «La Francia vuole ridefinire i confini marini e scippare così il mare sardo. Con un’operazione degna di una guerra fredda – denuncia Pili – il governo francese di Macron, attraverso il ministro del Mare, ha emanato un decreto che punta all’annessione di porzioni di acque internazionali direttamente connesse con il mare sardo. Le procedure scadono il 25 marzo». Per Pili l’operazione ricorda quella di due anni fa «scongiurata dopo una grande mobilitazione. Questa volta, però, il governo francese sceglie la strada subdola di fare tutto in casa, avviando una procedura amministrativa che troverà l’Italia spiazzata davanti al contesto europeo. Il Ministero del Mare di Macron, infatti, ha avviato una procedura richiesta dai trattati europei per il governo delle politiche della pesca e delle zone economiche speciali». Una procedura amministrativa con la quale i francesi si assegnerebbero «pescosissime porzioni di acque internazionali a ridosso della Sardegna. E questo nel silenzio assoluto del governo italiano».
Tutto comincia nel 2015 quando Francia e Italia siglano un accordo che ridefinisce i confini marini in senso smaccatamente favorevole alla Francia. Un trattato, però, che non è mai stato ratificato dal Parlamento. «Due anni fa eravamo stati costretti con i pescatori del nord Sardegna a bloccare le Bocche di Bonifacio con decine di grosse imbarcazioni. Ora la battaglia si fa ancora più dura proprio perché i tempi sono ristretti e il governo italiano deve intervenire entro il 25 marzo per bloccare la procedura unilaterale della Francia. Ancora una volta saremo in trincea per difendere un tratto di mare che non può essere sottratto all’economia del nord Sardegna. La reazione sarà dura e decisa. Il rischio è che il limite della Corsica passi da 12 a 40 miglia. Acque che sono sempre state utilizzate dalle marinerie di Alghero e Golfo Aranci».
Tutto comincia nel 2015 quando Francia e Italia siglano un accordo che ridefinisce i confini marini in senso smaccatamente favorevole alla Francia. Un trattato, però, che non è mai stato ratificato dal Parlamento. «Due anni fa eravamo stati costretti con i pescatori del nord Sardegna a bloccare le Bocche di Bonifacio con decine di grosse imbarcazioni. Ora la battaglia si fa ancora più dura proprio perché i tempi sono ristretti e il governo italiano deve intervenire entro il 25 marzo per bloccare la procedura unilaterale della Francia. Ancora una volta saremo in trincea per difendere un tratto di mare che non può essere sottratto all’economia del nord Sardegna. La reazione sarà dura e decisa. Il rischio è che il limite della Corsica passi da 12 a 40 miglia. Acque che sono sempre state utilizzate dalle marinerie di Alghero e Golfo Aranci».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google