Mattone, il report Cna vede rosa per il 2018
di Stefano Ambu
Crescita minima nello scorso anno, ma il trend è positivo. Opere pubbliche e burocrazia le criticità
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CAGLIARI. Mercato del mattone stabile, in leggerissima crescita. Ma il 2018 potrebbe essere l'anno delle prime, moderate, soddisfazioni. Nel 2017 vanno bene le costruzioni nei grandi centri, Cagliari e Sassari, ma anche Ogliastra e Iglesiente. A Cagliari e in Ogliastra motore della crescita sono le opere infrastrutturali, rispettivamente +3,5% e +2,3%. Mentre a Sassari danno buoni segnali i nuovi investimenti non residenziali, +1,3%. Previsioni per l'anno in corso: a Cagliari +2,8% e in Ogliastra +4%, grazie alle opere stradali e alla nuova produzione edilizia. Continua la crescita nel Sassarese, +2,9%, in Gallura ed a Oristano +1,8%.
È la situazione delle costruzioni in Sardegna nel quadro delineato ieri mattina da Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale Cna e presidente di Cna costruzioni. Luci e ombre. Miglioramenti, ma anche segnali di debolezza. Ma manca ancora qualcosa nel settore delle opere pubbliche, al -4,5%, e nella semplificazione di norme e applicazione delle leggi.
«La crescita attesa – spiegano i vertici dell'organizzazione – è condizionata dalla capacità della pubblica amministrazione di evitare lo slittamento nei tempi di apertura dei cantieri e di realizzazione delle opere infrastrutturali già finanziate. Urgente l'approvazione della legge urbanistica senza deroghe al Ppr e della legge regionale sui contratti pubblici». In generale il report Cna parla di una leggerissima crescita nel 2017 (+0,7%) e di buone prospettive per il 2018: +3,1% gli investimenti e +2,6% il volume d'affari. Segnali positivi anche dalla nuova produzione edilizia. E si ferma la caduta nel settore abitazioni con un buon +7,3%. Si consolida il buon andamento del mercato immobiliare: 12.700 le nuove transazioni, +5,5% sul 2016. Bandi di gara ridotti nel numero, -6%, ma in crescita nel valore, +50%.
Occupazione in leggera crescita, ma mancano all'appello, rispetto al 2008, quasi 22.000 addetti. Ancora in calo le imprese attive, -1,5%. Nel 2017 il volume d'affari del settore delle costruzioni in Sardegna è stimato in 4,5 miliardi di euro: 3,6 relativi a investimenti e 950 milioni destinati alla manutenzione ordinaria. Le prime indicazioni per il 2018 segnalano una ripresa del comparto, stimata in un +2,6%, risultato frutto soprattutto del segmento della nuova costruzioni,+5%, del rinnovo, +1,6%, della ripresa del residenziale, +2,6%, e soprattutto della ripresa delle opere pubbliche, +6%, in cui il motore principale saranno le nuove opere del genio civile e, nello specifico, le opere stradali. Più incerta la dinamica per i nuovi investimenti non residenziali, -1,7%.
«Nessun contributo al settore arriverà purtroppo – dice Porcu – dal cosiddetto "Piano regionale del lavoro", che altro non è che un grande progetto di tipo assistenziale di pura integrazione al reddito, con assunzioni temporanee affidate ai comuni da cui sono escluse le imprese. Più in generale, è urgente procedere al riordino e alla semplificazione del quadro normativo».
È la situazione delle costruzioni in Sardegna nel quadro delineato ieri mattina da Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale Cna e presidente di Cna costruzioni. Luci e ombre. Miglioramenti, ma anche segnali di debolezza. Ma manca ancora qualcosa nel settore delle opere pubbliche, al -4,5%, e nella semplificazione di norme e applicazione delle leggi.
«La crescita attesa – spiegano i vertici dell'organizzazione – è condizionata dalla capacità della pubblica amministrazione di evitare lo slittamento nei tempi di apertura dei cantieri e di realizzazione delle opere infrastrutturali già finanziate. Urgente l'approvazione della legge urbanistica senza deroghe al Ppr e della legge regionale sui contratti pubblici». In generale il report Cna parla di una leggerissima crescita nel 2017 (+0,7%) e di buone prospettive per il 2018: +3,1% gli investimenti e +2,6% il volume d'affari. Segnali positivi anche dalla nuova produzione edilizia. E si ferma la caduta nel settore abitazioni con un buon +7,3%. Si consolida il buon andamento del mercato immobiliare: 12.700 le nuove transazioni, +5,5% sul 2016. Bandi di gara ridotti nel numero, -6%, ma in crescita nel valore, +50%.
Occupazione in leggera crescita, ma mancano all'appello, rispetto al 2008, quasi 22.000 addetti. Ancora in calo le imprese attive, -1,5%. Nel 2017 il volume d'affari del settore delle costruzioni in Sardegna è stimato in 4,5 miliardi di euro: 3,6 relativi a investimenti e 950 milioni destinati alla manutenzione ordinaria. Le prime indicazioni per il 2018 segnalano una ripresa del comparto, stimata in un +2,6%, risultato frutto soprattutto del segmento della nuova costruzioni,+5%, del rinnovo, +1,6%, della ripresa del residenziale, +2,6%, e soprattutto della ripresa delle opere pubbliche, +6%, in cui il motore principale saranno le nuove opere del genio civile e, nello specifico, le opere stradali. Più incerta la dinamica per i nuovi investimenti non residenziali, -1,7%.
«Nessun contributo al settore arriverà purtroppo – dice Porcu – dal cosiddetto "Piano regionale del lavoro", che altro non è che un grande progetto di tipo assistenziale di pura integrazione al reddito, con assunzioni temporanee affidate ai comuni da cui sono escluse le imprese. Più in generale, è urgente procedere al riordino e alla semplificazione del quadro normativo».
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