Un prof lo rimprovera e lui gli dà un calcio
di Luca Fiori
L’episodio all’istituto alberghiero di Sassari. Lo studente sospeso per 15 giorni
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Un calcione ben assestato alle gambe del professore che lo rimprovera davanti ai compagni di classe ed energicamente gli chiede di metter via quel fischietto rumoroso con cui sta disturbando la lezione.
È finita con l’arrivo di un’ambulanza del 118 e degli agenti della squadra volante - due giorni fa all’interno della palestra dell’istituto alberghiero di Sassari - l’ora di educazione fisica di una classe terza dell’Ipsar, l’istituto di via Cedrino, quartiere di Santa Maria di Pisa, in cui studiano poco più di 1300 aspiranti direttori d’albergo e futuri cuochi.
In tutti modi, martedì mattina, il docente aveva cercato di convincere l’alunno sedicenne a non interrompere più gli esercizi di ginnastica con il fischietto da arbitro che si era portato da casa per far ridere i compagni di classe. L’idea di confondere il segnale ufficiale impartito dal docente con quel fischietto appeso al collo era però troppo allettante per il sedicenne e così il gioco è andato avanti fino all’esasperazione.
Dopo diversi richiami non ascoltati, il professore decide di prendere in mano la situazione. A muso duro affronta lo studente e gli sequestra il fischietto con cui è riuscito nell’intento di trasformare l’ora di lezione in un cabaret. Da quel momento non ride più nessuno, anzi la situazione in pochi secondi precipita. Lo studente non gradisce il rimprovero e d’istinto colpisce il docente con un calcio. La palestra si trasforma per un attimo in un ring. Volano parole pesanti e subito dopo arrivano altri docenti della scuola che cercano di riportare la calma.
Ma il danno ormai è fatto. Il professore che ha incassato il calcione si siede su una sedia dolorante. Porta una protesi a una gamba e il colpo gli ha procurato una ferita. Non ci pensa due volte, prende il telefonino e chiama il 113. Pochi minuti dopo nel piazzale dell’istituto alberghiero di via Cedrino arrivano gli uomini della questura e subito dopo un’ambulanza. Il docente chiede di essere accompagnato all’ospedale Santissima Annunziata e al pronto soccorso, dopo le visite, gli assegnano sei giorni di cure. La lezione viene interrotta e gli studenti vengono fatti uscire prima dalla scuola. Il protagonista dell’azione violenta finisce invece davanti alla dirigente scolastica. Sa di averla fatta grossa, ma prova a difendersi e a spiegare che il suo era solo uno scherzo e l’intervento del docente nei suoi confronti è stato troppo irruento.
Viene avvisata la famiglia e a fine mattinata anche lui può fare rientro a casa, nel paese della provincia di Sassari in cui vive con la madre. La scuola è sotto choc, nessuno vuole commentare una notizia che la preside Maria Luisa Pala avrebbe preferito trattenere fra le mura della palestra dell’istituto alberghiero. Una scuola che forma ogni anno centinaia di professionisti della ristorazione e che è tra le prime nell’isola per quanto riguarda i servizi offerti. Su 1300 studenti l’Ipsar può contare su circa 120 disabili, quasi il 10 percento degli iscritti. Quest’anno la scuola ha accolto anche due migranti che sui banchi di via Cedrino stanno coronando il sogno di costruirsi un futuro meno grigio.
Per l’aggressione in palestra al docente la scuola sta valutando ancora cosa fare. Lo studente rischia una denuncia penale per lesioni. Per ora sarà sospeso - come prevede il regolamento interno - per una quindicina di giorni. Avrà il tempo di riflettere su quello che ha fatto e chiedere scusa e la scuola gli darà sicuramente una seconda possibilità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È finita con l’arrivo di un’ambulanza del 118 e degli agenti della squadra volante - due giorni fa all’interno della palestra dell’istituto alberghiero di Sassari - l’ora di educazione fisica di una classe terza dell’Ipsar, l’istituto di via Cedrino, quartiere di Santa Maria di Pisa, in cui studiano poco più di 1300 aspiranti direttori d’albergo e futuri cuochi.
In tutti modi, martedì mattina, il docente aveva cercato di convincere l’alunno sedicenne a non interrompere più gli esercizi di ginnastica con il fischietto da arbitro che si era portato da casa per far ridere i compagni di classe. L’idea di confondere il segnale ufficiale impartito dal docente con quel fischietto appeso al collo era però troppo allettante per il sedicenne e così il gioco è andato avanti fino all’esasperazione.
Dopo diversi richiami non ascoltati, il professore decide di prendere in mano la situazione. A muso duro affronta lo studente e gli sequestra il fischietto con cui è riuscito nell’intento di trasformare l’ora di lezione in un cabaret. Da quel momento non ride più nessuno, anzi la situazione in pochi secondi precipita. Lo studente non gradisce il rimprovero e d’istinto colpisce il docente con un calcio. La palestra si trasforma per un attimo in un ring. Volano parole pesanti e subito dopo arrivano altri docenti della scuola che cercano di riportare la calma.
Ma il danno ormai è fatto. Il professore che ha incassato il calcione si siede su una sedia dolorante. Porta una protesi a una gamba e il colpo gli ha procurato una ferita. Non ci pensa due volte, prende il telefonino e chiama il 113. Pochi minuti dopo nel piazzale dell’istituto alberghiero di via Cedrino arrivano gli uomini della questura e subito dopo un’ambulanza. Il docente chiede di essere accompagnato all’ospedale Santissima Annunziata e al pronto soccorso, dopo le visite, gli assegnano sei giorni di cure. La lezione viene interrotta e gli studenti vengono fatti uscire prima dalla scuola. Il protagonista dell’azione violenta finisce invece davanti alla dirigente scolastica. Sa di averla fatta grossa, ma prova a difendersi e a spiegare che il suo era solo uno scherzo e l’intervento del docente nei suoi confronti è stato troppo irruento.
Viene avvisata la famiglia e a fine mattinata anche lui può fare rientro a casa, nel paese della provincia di Sassari in cui vive con la madre. La scuola è sotto choc, nessuno vuole commentare una notizia che la preside Maria Luisa Pala avrebbe preferito trattenere fra le mura della palestra dell’istituto alberghiero. Una scuola che forma ogni anno centinaia di professionisti della ristorazione e che è tra le prime nell’isola per quanto riguarda i servizi offerti. Su 1300 studenti l’Ipsar può contare su circa 120 disabili, quasi il 10 percento degli iscritti. Quest’anno la scuola ha accolto anche due migranti che sui banchi di via Cedrino stanno coronando il sogno di costruirsi un futuro meno grigio.
Per l’aggressione in palestra al docente la scuola sta valutando ancora cosa fare. Lo studente rischia una denuncia penale per lesioni. Per ora sarà sospeso - come prevede il regolamento interno - per una quindicina di giorni. Avrà il tempo di riflettere su quello che ha fatto e chiedere scusa e la scuola gli darà sicuramente una seconda possibilità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
