La Nuova Sardegna

Battaglia sulla villa dei Ragazzo

Il fallimento del gruppo legato al valore dell’immobile che piace al Forte Village

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CAGLIARI. La grande villa di Santa Margherita di Pula, proprietà della famiglia Ragazzo, è stata anche ieri al centro dell’udienza davanti al tribunale dove si discute del possibile fallimento della Rosa del Marganai, la terza società del gruppo cagliaritano impegnato da anni in una battaglia giudiziaria per pagare i debiti e salvare parte del patrimonio. L’immobile, che interessa da anni i proprietari ceceni del vicino Forte Village e altri privati, è stato offerto in garanzia dal difensore dei Ragazzo, l’avvocato Marco Pittalis, nell’istanza di concordato preventivo. Ma il pm Giangiacomo Pilia si é opposto, sostenendo che sulla villa esiste un’ipoteca del valore di dieci milioni. Il magistrato ha peraltro contestato anche la valutazione economica dell’edificio, valutazione che renderebbe la proposta dei Ragazzo inadeguata a garantire i creditori. La risposta della difesa è stata categorica: l’avvocato Pittalis ha depositato un atto notarile con vincolo di destinazione, una sorta di trust che obbliga la proprietà a utilizzare la villa per mettere in sicurezza il concordato. In più la famiglia Ragazzo si è impegnata a ridurre l’ipoteca a due milioni di euro entro la fine di marzo. Nei prossimi giorni la difesa dei Ragazzo farà elaborare una stima giurata sul valore della villa, per sgombrare il campo da valutazioni prive di riscontro: «Non ci è sembrato opportuno attribuire arbitrariamente un valore a un bene sottoposto a procedura esecutiva come ha fatto il pubblico ministero - ha spiegato l’avvocato Pittalis - in ogni caso è utile sottolineare che i soldi per andare al concordato ci sono indipendentemente dall’immobile e che le garanzie non sono state offerte per dare fastidio al tribunale o per smontare le tesi della Procura, quanto per garantire i creditori». Al momento la differenza che balla per evitare il fallimento della Rosa del Marganai - le altre due società legate alle case di cura sono state dichiarate fallite per la seconda volta, ma il ricorso in appello è in partenza - è legata all’esito di una causa civile.

Il tribunale presieduto da Antonio Dessì si è riservato la decisione. (m.l)

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