Bimba uccisa: sentenza a ottobre
Sofia Saddi, due anni, venne travolta da un pallet alla sede di Elmas della Metro
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il prossimo 9 di ottobre il giudice Roberto Cau deciderà se la morte di Sofia Saddi, la bimba di due anni travolta da un pallet di 350 chili al magazzino Metro di Elmas, è avvenuta per colpa di qualcuno o si è trattato di una tragica fatalità. I due indagati hanno chiesto il giudizio abbreviato e alla prossima udienza il pm Andrea Massidda esporrà le sue conclusioni. I loro nomi: Maurizio Casalotto Cossu (58 anni) di Milano, direttore delle risorse umane della Metro, e Fortunato Stochino (48 anni) di Cagliari, direttore del punto vendita Metro di Elmas. Per entrambi - difesi dagli avvocati Marco Della Valle e Massimo Delogu - il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo con riferimento al secondo comma, che sanziona la violazione delle norme sulla prevenzione degli infortunii sul lavoro.
La vicenda è nota: Sofia Saddi, una bimba di neppure due anni, attraversa il magazzino di Elmas della Metro Italia cash and Carry, a spingere il passeggino è la madre incinta di otto mesi. D’un tratto un pallet, una confezione sigillata con 36 pacchi di cartoni da pizza, viene giù da una scaffalatura metallica alta quattro metri e piomba sulla piccola, che muore all’istante. Era il 21 ottobre del 2016.
Le contestazioni della Procura sono fondate sulle relazioni dei consulenti e sul rapporto finale del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Cagliari. Dopo ispezioni e rilievi tecnici, i periti hanno stabilito che l’incidente si è verificato a causa «dell’errata posizione dei cosiddetti rompitratta combinati, sistemati difformemente dalle istruzioni e dalla previsioni progettuali fornite dalla società Metalsistem spa». La condotta colposa, a leggere il capo d’imputazione, riguarda la mancata manutenzione della struttura metallica. Non solo: Casalotto avrebbe «omesso di rendere disponibile agli operatori addetti al caricamento degli scaffali una specifica disposizione scritta inerente l’individuazione delle corrette procedure da adottare per l’attuazione delle operazioni di caricamento degli scaffali». (m.l)
La vicenda è nota: Sofia Saddi, una bimba di neppure due anni, attraversa il magazzino di Elmas della Metro Italia cash and Carry, a spingere il passeggino è la madre incinta di otto mesi. D’un tratto un pallet, una confezione sigillata con 36 pacchi di cartoni da pizza, viene giù da una scaffalatura metallica alta quattro metri e piomba sulla piccola, che muore all’istante. Era il 21 ottobre del 2016.
Le contestazioni della Procura sono fondate sulle relazioni dei consulenti e sul rapporto finale del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Cagliari. Dopo ispezioni e rilievi tecnici, i periti hanno stabilito che l’incidente si è verificato a causa «dell’errata posizione dei cosiddetti rompitratta combinati, sistemati difformemente dalle istruzioni e dalla previsioni progettuali fornite dalla società Metalsistem spa». La condotta colposa, a leggere il capo d’imputazione, riguarda la mancata manutenzione della struttura metallica. Non solo: Casalotto avrebbe «omesso di rendere disponibile agli operatori addetti al caricamento degli scaffali una specifica disposizione scritta inerente l’individuazione delle corrette procedure da adottare per l’attuazione delle operazioni di caricamento degli scaffali». (m.l)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google