ORA VEDIAMO SE C’È UN’IDEA DI GOVERNO
di CARLO PALA*
Nel suo impianto politico è costruito in modo quasi speculare tra le rappresentanze di Lega (che occupa la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con Giorgetti) e M5S. Come si è già...
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Nel suo impianto politico è costruito in modo quasi speculare tra le rappresentanze di Lega (che occupa la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con Giorgetti) e M5S. Come si è già osservato da queste colonne, l’unico vero aspetto problematico, ancor più dopo che un possibile avvicinamento alla maggioranza da parte di Fratelli d’Italia è stato bloccato da Di Maio, resta la risicata maggioranza al Senato, per soli sei seggi.
Intanto però la forza politica principale di cui gode questo governo è allo stesso tempo l’aspetto che potrebbe sanzionarne l’operato, ovvero la voglia degli italiani di vederlo all’opera, come mostrano diversi sondaggi anche tra gli elettori non leghisti e grillini. L’aspetto impattante, per questo governo, della possibile uscita dell’Italia dall’Ue e dall’Euro sembra accantonato. A questo vanno ascritte le recenti posizioni di Tria, mostratosi contrario a tale eventualità.
Tra l’altro, nel frattempo sono emersi i veri costi che una tale operazione sottoporrebbe al bilancio statale nel breve periodo. Più che di una scelta politica, diverrebbe quantomeno una scelta obbligata. Mattarella, vero regista più o meno occulto, soprattutto dopo le grandi polemiche che lo hanno interessato, ha dimostrato di volere con forza la nascita di un governo politico, confermato dall’elegante e immediato passo indietro di Cottarelli.
Insomma, ora non vi sono davvero più scuse, gli 89 giorni dal 4 marzo sono comunque alle spalle, il governo presterà la propria fiducia oggi pomeriggio. Le due forze politiche, osservate speciali in Italia e all’estero, hanno mostrato limiti nelle scelte politiche, ma anche, va detto, una notevole capacità di adattamento strategico al sistema. La Lega è oramai ben altra cosa dalla Lega Nord che governava con Berlusconi; il M5S in dieci anni è passato dai V-Day ad esprimere il presidente del Consiglio dei Ministri. Le sfide politiche sono davvero estreme, il Paese è in forte difficoltà, i conti non aspettano, le manovre di bilancio sono vicine, gli appuntamenti internazionali incombono uno dietro l’altro. Questa strana, ma ricercata alleanza gialloverde, tuttavia, crede in sé stessa e tenta di convincere anche gli italiani. Il ritorno alle urne potrebbe non essere lontano comunque, se la miscela Di Maio-Salvini non dovesse funzionare, compresa la lieve maggioranza al Senato di cui si parlava.
L’esecutivo Conte assume un impegno politico con il Paese i cui cardini andranno certamente al di là del contratto di governo.
Dai primi atti vedremo che idea di Italia tali forze politiche, e le loro frange parlamentari, dimostreranno di avere, sapendo per certo che gli occhi ad osservarle saranno se possibile più severi del normale, a partire dalle sole 5 donne su 19 ministri uomini fino alle scelte di politica fiscale, monetaria e internazionale (comprese quelle sull’immigrazione).
*politologo, Università di Sassari, UniNuoro
Intanto però la forza politica principale di cui gode questo governo è allo stesso tempo l’aspetto che potrebbe sanzionarne l’operato, ovvero la voglia degli italiani di vederlo all’opera, come mostrano diversi sondaggi anche tra gli elettori non leghisti e grillini. L’aspetto impattante, per questo governo, della possibile uscita dell’Italia dall’Ue e dall’Euro sembra accantonato. A questo vanno ascritte le recenti posizioni di Tria, mostratosi contrario a tale eventualità.
Tra l’altro, nel frattempo sono emersi i veri costi che una tale operazione sottoporrebbe al bilancio statale nel breve periodo. Più che di una scelta politica, diverrebbe quantomeno una scelta obbligata. Mattarella, vero regista più o meno occulto, soprattutto dopo le grandi polemiche che lo hanno interessato, ha dimostrato di volere con forza la nascita di un governo politico, confermato dall’elegante e immediato passo indietro di Cottarelli.
Insomma, ora non vi sono davvero più scuse, gli 89 giorni dal 4 marzo sono comunque alle spalle, il governo presterà la propria fiducia oggi pomeriggio. Le due forze politiche, osservate speciali in Italia e all’estero, hanno mostrato limiti nelle scelte politiche, ma anche, va detto, una notevole capacità di adattamento strategico al sistema. La Lega è oramai ben altra cosa dalla Lega Nord che governava con Berlusconi; il M5S in dieci anni è passato dai V-Day ad esprimere il presidente del Consiglio dei Ministri. Le sfide politiche sono davvero estreme, il Paese è in forte difficoltà, i conti non aspettano, le manovre di bilancio sono vicine, gli appuntamenti internazionali incombono uno dietro l’altro. Questa strana, ma ricercata alleanza gialloverde, tuttavia, crede in sé stessa e tenta di convincere anche gli italiani. Il ritorno alle urne potrebbe non essere lontano comunque, se la miscela Di Maio-Salvini non dovesse funzionare, compresa la lieve maggioranza al Senato di cui si parlava.
L’esecutivo Conte assume un impegno politico con il Paese i cui cardini andranno certamente al di là del contratto di governo.
Dai primi atti vedremo che idea di Italia tali forze politiche, e le loro frange parlamentari, dimostreranno di avere, sapendo per certo che gli occhi ad osservarle saranno se possibile più severi del normale, a partire dalle sole 5 donne su 19 ministri uomini fino alle scelte di politica fiscale, monetaria e internazionale (comprese quelle sull’immigrazione).
*politologo, Università di Sassari, UniNuoro
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