Assemini resta a 5 stelle Licheri è la nuova sindaca
di Stefano Ambu
Nel feudo grillino la candidata del Movimento sfiora il 60% delle preferenze Niente da fare per Scano, sostenuto dal centrodestra e dalla lista Lega-Psd’Az
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ASSEMINI. Il Movimento cinque stelle raddoppia ad Assemini: Sabrina Licheri, quarantasette anni, socia di uno studio di consulenza e contabilità, è il nuovo sindaco del comune alle porte di Cagliari. Succede a Mario Puddu, primo in Sardegna a indossare la fascia tricolore con la maglia pentastellata dopo la vittoria del 2013. Licheri, che già era andata molto bene al primo turno staccando il principale rivale di una decina di punti, ha battuto al ballottaggio Antonio Scano, il candidato del centrodestra. Il leader della coalizione "sfidante" si era attrezzato molto bene per queste elezioni con cinque liste a supporto: la sua (Proposta civica), Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega-Psd'Az e Riformatori. Per il Movimento cinque stelle è l'elezione del radicamento: per la prima volta in Sardegna viene confermato alla guida di una amministrazione. Assemini sotto il segno della continuità: Licheri nella passata consiliatura ricopriva la carica di presidente del consiglio comunale. E il passaggio di testimone con Puddu, diventato nel frattempo coordinatore del Movimento nell'isola (con buone possibilità di diventare anche il candidato presidente pentastellato alle sempre più vicine elezioni regionali), è stato quasi naturale.
Anche i numeri del ballottaggio hanno confermato quanto già aveva anticipato il primo turno: Scano ha fatto le cose per bene creando una squadra di centrodestra compatta come non era avvenuto nelle precedenti elezioni. E ci ha provato. Ma con i Cinque stelle non c'è stata praticamente partita: Licheri nel secondo turno ha allungato addirittura passo e distanza dal suo rivale. Raddoppiando in pratica il vantaggio. Una sfida a due visto che il centrosinistra, diviso come non mai, in queste elezioni ha svolto solo il ruolo di comparsa, uscendo subito di scena dopo i prevedibilmente modesti risultati del primo turno. Nelle elezioni di cinque anni fa era stato invece il centrosinistra il principale rivale del M5s. Che ora può dire: li ho battuti tutti e due. Le incognite del ballottaggio erano proprio legate al comportamento degli elettori delle tre liste tagliate fuori il 10 giugno: la percentuale era superiore la gap tra Licheri e Scano al primo turno e quindi, calcolatrice alla mano, tutto poteva ancora succedere. La somma delle percentuali delle altre tre liste: 8,48 per cento del Pd di Francesco Lecis, 6,43 dei Democratici progressisti di Francesco Consalvo e 4,74 della civica di Irene Piras, ex grillina entrata in rotta di collisione con il sindaco Mario Puddu nella scorsa consiliatura. Mettendo mano ai numeri il pacchetto di voti sfiorava il 20 per cento. Dubbi spazzati via quando sono iniziati a spuntare i primi risultati ufficiosi, quelli raccolti dai partiti nelle diverse sezioni. Con un divario sempre più netto, addirittura del 20 per cento tra i due sfidanti. Nota stonata ancora una volta la scarsa affluenza. Il 10 giugno c'era il sole e la corsa al primo bagno. Risultato: un asseminese su due non era andato a votare.
I due candidati rimasti dei cinque che si erano presentati al primo turno hanno cercato in due settimane di far cambiare idea a chi non era andato alle urne. Ma, nonostante il colpo di scena meteorologico (pioggia al posto del bel tempo), la situazione è addirittura peggiorata: alle urne ci è andato il 41,32 per cento degli elettori.
A cose fatte l’ex sindaco Mario Puddu si è lasciato andare a un commento liberatorio: «Meravigliosa Assemini ancora a 5 stelle, continuiamo a scrivere la storia e non vogliamo fermarci».
Anche i numeri del ballottaggio hanno confermato quanto già aveva anticipato il primo turno: Scano ha fatto le cose per bene creando una squadra di centrodestra compatta come non era avvenuto nelle precedenti elezioni. E ci ha provato. Ma con i Cinque stelle non c'è stata praticamente partita: Licheri nel secondo turno ha allungato addirittura passo e distanza dal suo rivale. Raddoppiando in pratica il vantaggio. Una sfida a due visto che il centrosinistra, diviso come non mai, in queste elezioni ha svolto solo il ruolo di comparsa, uscendo subito di scena dopo i prevedibilmente modesti risultati del primo turno. Nelle elezioni di cinque anni fa era stato invece il centrosinistra il principale rivale del M5s. Che ora può dire: li ho battuti tutti e due. Le incognite del ballottaggio erano proprio legate al comportamento degli elettori delle tre liste tagliate fuori il 10 giugno: la percentuale era superiore la gap tra Licheri e Scano al primo turno e quindi, calcolatrice alla mano, tutto poteva ancora succedere. La somma delle percentuali delle altre tre liste: 8,48 per cento del Pd di Francesco Lecis, 6,43 dei Democratici progressisti di Francesco Consalvo e 4,74 della civica di Irene Piras, ex grillina entrata in rotta di collisione con il sindaco Mario Puddu nella scorsa consiliatura. Mettendo mano ai numeri il pacchetto di voti sfiorava il 20 per cento. Dubbi spazzati via quando sono iniziati a spuntare i primi risultati ufficiosi, quelli raccolti dai partiti nelle diverse sezioni. Con un divario sempre più netto, addirittura del 20 per cento tra i due sfidanti. Nota stonata ancora una volta la scarsa affluenza. Il 10 giugno c'era il sole e la corsa al primo bagno. Risultato: un asseminese su due non era andato a votare.
I due candidati rimasti dei cinque che si erano presentati al primo turno hanno cercato in due settimane di far cambiare idea a chi non era andato alle urne. Ma, nonostante il colpo di scena meteorologico (pioggia al posto del bel tempo), la situazione è addirittura peggiorata: alle urne ci è andato il 41,32 per cento degli elettori.
A cose fatte l’ex sindaco Mario Puddu si è lasciato andare a un commento liberatorio: «Meravigliosa Assemini ancora a 5 stelle, continuiamo a scrivere la storia e non vogliamo fermarci».
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