La rivolta dei camping: limitati dalla Regione
di Michela Cuccu
Case mobili, Faita contesta le modifiche. Il presidente Vacca: sostenere il turismo all’aria aperta
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ORISTANO. «In tutto il mondo il turismo all'aria aperta è in forte crescita ma il Consiglio regionale, approvando l'emendamento presentato dai Rossomori, anziché far crescere campeggi e villaggi, li metterà fuori mercato». È la sintesi dei concetti espressi ieri mattina dai rappresentanti di Faita FederCamping Sardegna che chiarire la propria posizione rispetto alle scelte della Regione. A scatenare la protesta è stata l'approvazione dell'emendamento alla legge regionale sul turismo che ha ridotto dal 35 al 25 la percentuale di presenze assegnata a bungalow e case mobili all’interno dei camping. «Così ci riportano indietro al 1984 – ha spiegato il presidente dell’associazione Giuseppe Vacca – Molte Regioni italiane hanno, in questi anni, adeguato la propria regolamentazione a favore del turismo all’aria aperta e delle installazioni mobili in dotazione negli stessi (si va dal 30% al 60%). In particolare la Toscana nel 2017 e la Puglia nel 2018 hanno, tra l’altro, incrementato la possibilità delle dotazioni percentuali delle installazioni mobili nelle strutture all’aria aperta: 60% la Puglia, in Toscana dal 30 al 70. Significa che le rispettive amministrazioni si stanno adeguando alle nuove esigenze e richieste dei turisti aggiornando le normative di settore attraverso un piano di programmazione turistica coerente. Ciò di cui avrebbe bisogno anche la Sardegna».
Ieri è arrivata anche la conferma della querela-denuncia presentata contro il consigliere regionale Pierfranco Zanchetta (Upc) «che aveva paragonato i campeggi alle favelas», ha spiegato l'avvocato Francesco Carboni. Parole giudicate offensive dall’associazione che ha per questo deciso di denunciare Zanchetta. Il presidente Vacca si è poi soffermato sul ruolo sempre più importante che campeggi e villaggi giocano nell'industria turistica in Sardegna: «Il settore occupa 3400 addetti (il 90 per cento sono sardi), ha circa 4milioni e mezzo di presenze annuali, con un fatturato di circa 100 milioni di euro e con un indotto stimato di 250 milioni di euro. Ogni euro speso in una nostra struttura ne genera circa due e mezzo di ricaduta sul territorio. La maggior parte dei campeggi sono di proprietà di imprenditori sardi o patrimonio delle amministrazioni locali». Il comparto è, inoltre, in grado di contribuire alla destagionalizzazione: «Già oggi – ha sottolineato Vacca – i campeggi restano aperti circa 6 mesi l’anno». Ieri è stata anche chiesta l’approvazione di nuovi standard strutturali e dei requisiti per la classificazione dei campeggi e dei villaggi turistici con un massimo di 5 stelle. Il 57% delle strutture Faita FederCamping Sardegna è classificata con 3 stelle e più del 20 classificata con 4 stelle. Nell’attuale normativa regionale delle strutture all’aria aperta, infatti, è previsto che nella classificazione di queste strutture si possa assegnare un massimo di 4 stelle.
Ieri è arrivata anche la conferma della querela-denuncia presentata contro il consigliere regionale Pierfranco Zanchetta (Upc) «che aveva paragonato i campeggi alle favelas», ha spiegato l'avvocato Francesco Carboni. Parole giudicate offensive dall’associazione che ha per questo deciso di denunciare Zanchetta. Il presidente Vacca si è poi soffermato sul ruolo sempre più importante che campeggi e villaggi giocano nell'industria turistica in Sardegna: «Il settore occupa 3400 addetti (il 90 per cento sono sardi), ha circa 4milioni e mezzo di presenze annuali, con un fatturato di circa 100 milioni di euro e con un indotto stimato di 250 milioni di euro. Ogni euro speso in una nostra struttura ne genera circa due e mezzo di ricaduta sul territorio. La maggior parte dei campeggi sono di proprietà di imprenditori sardi o patrimonio delle amministrazioni locali». Il comparto è, inoltre, in grado di contribuire alla destagionalizzazione: «Già oggi – ha sottolineato Vacca – i campeggi restano aperti circa 6 mesi l’anno». Ieri è stata anche chiesta l’approvazione di nuovi standard strutturali e dei requisiti per la classificazione dei campeggi e dei villaggi turistici con un massimo di 5 stelle. Il 57% delle strutture Faita FederCamping Sardegna è classificata con 3 stelle e più del 20 classificata con 4 stelle. Nell’attuale normativa regionale delle strutture all’aria aperta, infatti, è previsto che nella classificazione di queste strutture si possa assegnare un massimo di 4 stelle.
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