La Nuova Sardegna

LUNA, L’ECLISSI PIÙ LUNGA DEL SECOLO

di MASSIMO CARPINELLI

Quella di domani sarà totale, la più lunga del secolo perché la Luna entrerà in pieno nel cono d’ombra terrestre e sarà alla massima distanza dalla Terra. A rendere ancora più spettacolare l’evento...

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Quella di domani sarà totale, la più lunga del secolo perché la Luna entrerà in pieno nel cono d’ombra terrestre e sarà alla massima distanza dalla Terra. A rendere ancora più spettacolare l’evento sarà il colore della Luna, da bianca diventerà rossa: Blood Moon, la Luna di sangue, come la chiamano gli anglosassoni.

Il colore è dovuto al cosiddetto “scattering” di Rayleigh, dal nome di Lord Rayleigh, premio Nobel per la Fisica nel 1904. Il sole, come tutte le stelle, emette radiazioni elettromagnetiche su tutte le lunghezze d’onda, con uno spettro caratteristico detto di corpo nero, che dipende dalla temperatura della stella. L’evoluzione ha reso i nostri occhi sensibili a una piccolissima parte di questo spettro: è così che distinguiamo i colori, che altro non sono che luce, cioè radiazione elettromagnetica, di diversa lunghezza d’onda. La luce solare ci appare in condizioni normali bianca perché comprende tutte le lunghezze d’onda, da quelle più corte (viola, blu, verde ) a quelle più lunghe (giallo e rosso). Ma la luce, come scoprì Lord Rayleigh viene diffusa (cioè sostanzialmente deviata) con probabilità maggiore se ha una lunghezza d’onda corta. Quindi la luce viola, blu e verde ha più probabilità di essere deviata di quella gialla e ancor di più di quella rossa. È per questo che vediamo i cieli blu e i tramonti rossi: il blu è principalmente luce diffusa, mentre il rosso è quello che rimane della luce diretta, essendo stata quella di lunghezza d’onda maggiore deviata dalla atmosfera. Nell’eclissi totale, la luce che raggiunge la Luna è quella del sole che attraversa l’atmosfera e quindi sarà rossa, essendo quella blu stata deviata. Se però la prosaicità di queste spiegazioni togliesse ogni residuo fascino alla Luna, possiamo spostare lo sguardo a un altro Pianeta Rosso, Marte. Anche Marte sarà in opposizione oggi, vale a dire che Sole, Terra e Marte saranno allineati, con la Terra nel mezzo, cosa che accade circa ogni 2 anni. Il 31 luglio, inoltre, Marte si troverà vicino alla Terra quasi quanto nel 2003, quando ci passò a “soli” 56 milioni di chilometri, la distanza minima mai toccata in 60.000 anni: un dato da tenere presente per programmare spedizioni future. Ed è di queste ore l’annuncio di una grande scoperta italiana, che potrebbe imprimere una spinta decisiva al progetto visionario di uno sbarco su Marte: un grande lago sotterraneo, un deposito stabile di acqua allo stato liquido, per quanto densa di sali e alla temperatura ben al di sotto dello zero, quindi non proprio potabile. Conoscere i corpi celesti oggi sembra un esercizio da esperti, ma dobbiamo ricordare che per gli antichi l’astronomia era oggetto di grande interesse. Pensiamo a Platone, Aristotele, agli Egizi, ai Maya che alzavano gli occhi in un cielo che letteralmente sopraffaceva l’osservatore con i suoi corpi celesti, ai quali veniva dato il ruolo di protettori, guardiani, attori della vita terrestre. Quindi questa notte alziamo il naso dai nostri telefoni: torniamo ad essere capaci di stupore e curiosità. Quella curiosità intellettuale e straordinaria che tutti i bambini hanno, che noi adulti troppo spesso perdiamo e che è il motore di ogni grande scoperta.

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