La Nuova Sardegna

LO STATO AIUTI LE VITTIME È UN OBBLIGO

di NOEMI SANNA*

Eppure, malgrado tanto dramma, dopo i primi momenti di commozione e solidarietà le vittime vengono lasciate sole. Qualcuna ce la fa, molte invece sviluppano malattie fisiche (circa il 25 per cento) e...

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Eppure, malgrado tanto dramma, dopo i primi momenti di commozione e solidarietà le vittime vengono lasciate sole.

Qualcuna ce la fa, molte invece sviluppano malattie fisiche (circa il 25 per cento) e psichiche (15 per cento) che si cronicizzano e trasformano la cicatrice in un cheloide dell’anima.

La maggior parte delle vittime rimane imprigionata nell’esperienza traumatica e svilupperà fragilità emotiva, inibizione sociale e un generico scadimento della performance cognitiva.

Mai più sapranno gestire la rabbia o sapranno correggere la loro visione del mondo distorta ed ostile, e la perdita dell’autostima sarà il motivo conduttore della loro vita futura.

Pochissime, inoltre, sono in grado di tutelare e fare rispettare i propri diritti violati.

Per onore di verità si ricorda che a Sassari, presso la Clinica Psichiatrica dell’Università, è stato attivato, unico nel suo genere in Italia, un centro pilota di supporto alle vittime.

L'aiuto alle vittime implica differenti livelli della società (sanitario, giuridico, di sicurezza sociale, etc.) e lo Stato deve farsi carico di coordinarne le politiche di intervento su tutto il territorio.

Uno Stato che intervenisse in questa direzione, oltre a lenire il senso di insicurezza diffusa tra i cittadini a fronte di vecchie e nuove sofferenze emergenti nella società, non faticherebbe nel vedere riconosciuta la sua più autentica vocazione alla solidarietà.

*medico psichiatra

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