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Air Italy, Uil e Cgil pronti allo sciopero

Air Italy, Uil e Cgil pronti allo sciopero

Confermato lo stop per il 10 settembre: «Attendiamo risposte dall’azienda»

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SASSARI. Sindacati pronti alle barricate contro le scelte dei manager di Air Italy. Confermato lo sciopero del 10 settembre, ma sembra essere solo il primo passo di una battaglia più lunga e determinata. Al centro la vicenda dei trasferimenti dei dipendenti Air Italy da Olbia a Malpensa. «Se Air Italy continuerà con la delocalizzazione e i licenziamenti mascherati da trasferimenti la prossima azione sarà lo sciopero di 24 ore». Lo afferma il segretario regionale della UilTrasporti William Zonca dopo la proclamazione da parte delle sigle confederali dello sciopero di quattro ore, dalle 10 alle 14, del 10 settembre in concomitanza con il consiglio comunale aperto a Olbia. «L'azienda dimostra di non essere affidabile perché ha disatteso quanto concordato durante l'ultimo incontro in Prefettura a Sassari. Le organizzazioni sindacali, la politica sarda e il ministero si devono attivare per imporre alla proprietà e al fondo del Qatar il rispetto degli accordi a garanzia degli investimenti che interessano la nostra regione. È vergognoso che un'azienda che dichiara 1500 assunzioni a partire già dai prossimi anni si fossilizzi su 51 trasferimenti che possono essere evitati cercando soluzioni possibili nell'immediato, a fronte dei forti sacrifici che il personale Meridiana a dovuto subire. Non accetteremo nessuna azione unilaterale se prima Air Italy non presenterà un dettagliato piano industriale».

Anche la Cgil è pronta a una nuova battaglia contro il trasferimento dei 51 lavoratori di Air Italy da Olbia a Malpensa, «per un lavoro che può continuare ad essere svolto, come sempre è stato, dalla Gallura». Il 10 settembre ci sarà il primo sciopero di 4 ore. Ma il segretario generale Filt Cgil Arnaldo Boeddu ritiene che non sarà la sola mobilitazione che verrà avviata in questo periodo. «Il sindaco di Olbia ha convocato, nello stesso giorno dello sciopero, un consiglio comunale aperto. Anche in quella occasione - dice Boeddu - la Filt Cgil non farà mancare la sua presenza esponendo le circostanze e le motivazioni per le quali tutti e 51 lavoratori debbono continuare a svolgere il proprio lavoro ad Olbia».

Nel frattempo, ricorda il leader della Cgil Trasporti dell'isola, «siamo in attesa della convocazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Infrastrutture e Trasporti perché, per voce del ministro Luigi Di Maio, colpevolmente assente in occasione del primo incontro che si è svolto a Roma, così come richiesto dalle organizzazioni sindacali avrebbe cercato interlocuzioni dirette con la proprietà. A oggi non è stata avviata alcuna interlocuzione e nessun passo è stato mosso. Vedremo se da ora in avanti anche i vertici romani si muoveranno».

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