La Nuova Sardegna

CARO BUSSETTI ORA DACCI SOLDI E PROF

di SILVIA SANNA

Bussetti ha detto che il calo delle iscrizioni non provocherà chiusure di istituti. Al contrario, l’offerta sarà potenziata. Per due ragioni: migliorare la qualità dell’istruzione e dunque combattere...

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Bussetti ha detto che il calo delle iscrizioni non provocherà chiusure di istituti. Al contrario, l’offerta sarà potenziata. Per due ragioni: migliorare la qualità dell’istruzione e dunque combattere la dispersione e insieme mantenere i posti di lavoro. Il potenziamento avverrà aumentando il tempo scuola, con gli istituti aperti anche di pomeriggio. Musica per le orecchie di chi da sempre si batte a favore del tempo pieno perché lo considera il principale antidoto alla fuga degli allievi, ma anche una stampella preziosa per le famiglie che vivono in realtà difficili: quelle in cui una buona scuola è la valida alternativa alla strada in cui i ragazzi rischiano di perdersi. Ma perché il tempo pieno possa partire, ha bisogno di una spinta: serve una massiccia iniezione di risorse per tenere le scuole aperte, garantire laboratori e mense e, perché no, un trasporto adeguato agli studenti che abitano lontano. La Regione, attraverso i progetti Iscol@ e Tutti a Iscol@, giudicati ottimi dallo stesso ministro, ha messo in campo ingenti risorse. Ma non bastano. Per questo se insieme alle promesse non arriveranno i fondi, quello descritto da Bussetti resterà un bel sogno irrealizzabile. Gli operatori della scuola, su tutti il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani, devono vigilare affinché non accada. I sindacalisti, sempre attenti a evidenziare le criticità, dovranno essere “guardiani” rispetto alle promesse del ministro. Anche per un altro aspetto. Nelle scuole sarde non ci sono insegnanti di sostegno specializzati. Bussetti annuncia un nuovo corso di formazione. Non basterà per preparare i circa 2500 docenti di cui i ragazzi diversamente abili hanno bisogno. L’intervento deve partire subito e deve essere più imponente. Perché gli studenti non possono essere privati dell’assistenza e l’assistenza a chi soffre non può mai essere improvvisata.



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