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«La prevenzione è un’emergenza»

«La prevenzione è un’emergenza»

Appello del presidente Tilocca: «Fondi direttamente ai Comuni»

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SASSARI. «La verità è che in Italia non si riesce a realizzare opere pubbliche e nemmeno a garantirne la manutenzione». Lo dice il presidente regionale dell’associazione dei costruttori edili (Ance), Pier Paolo Tilocca, che ha individuato nel codice che regola gli appalti il primo responsabile delle mare di difficoltà in cui navigano le opere pubbliche: «Non funziona, mi sembra piuttosto evidente. Dunque deve essere rivisto, o addirittura riformato, in modo che si possano sbloccare tante situazioni che invece sono ferme». Nello specifico, poi, Tilocca propone una ricetta semplice e veloce per risolvere l’impasse che sembra essere nata dopo il crollo del ponte Morandi e dopo la chiamata al censimento delle opere pericolanti: «Il crollo ha generato un’emergenza, com’è logico che fosse. Ma anche la prevenzione e il controllo delle opere pubbliche deve diventare al più presto un’emergenza nazionale perché diversamente sarà impossibile intervenire». Lo status di emergenza deve essere accompagnato da un portafoglio robusto e delocalizzato: «Il ministro deve trasferire i fondi per le opere pubbliche direttamente ai comuni nominando i sindaci commissari ad acta, in modo che abbiano il titolo per intervenire e per farlo velocemente – aggiunge Pier Paolo Tilocca –. Tra l’altro non stiamo parlando di interventi vincolati alle valutazioni ambientali dato che, oltre ala carattere di emergenza che dovrebbe essere concesso, si tratta di opere che esistono già». Il grado di ottimismo, invece, indica il minimo storico: «Purtroppo la nostra fama ci precede. Ricordo un’altra tragedia che ha colpito l’Italia, il terremoto che ha colpito l’Abruzzo e la città dell’Aquila. Nonostante quello che è successo, su cui sarebbe stato necessario un serio esame di coscienza, siamo stati capaci di condannare alcuni fisici perché non erano stati in grado di prevedere il sisma. Una cosa assurda. Speriamo che finalmente venga invertita la rotta in modo che non succedano altre tragedie come quella di Genova». (c.z.)

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