L’intervista
Luca: «Non chiamatemi eroe ho fatto solo il mio dovere»
SASSARI«Pochi minuti e ce la faccio». Questa l’unica cosa che – molte ore più tardi – il 45enne Luca Ortu, algherese trasferitosi 18 anni fa in Abruzzo per amore, riesce a ricordare di quei pochi...
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SASSARI
«Pochi minuti e ce la faccio». Questa l’unica cosa che – molte ore più tardi – il 45enne Luca Ortu, algherese trasferitosi 18 anni fa in Abruzzo per amore, riesce a ricordare di quei pochi secondi di inconsapevole eroismo. «Io eroe? Non scherziamo, ho fatto solo quello che andava fatto. Là sotto c’era una donna che rischiava di morire».. Pochi istanti per decidere. Sono quasi le 13,30. Luca, in auto insieme alla moglie, sta andando a prendere a scuola il figlio, Niccolò, 11 anni. «In questi giorni a Francavilla al Mare sta piovendo tantissimo. E come sempre i sottopassi si allagano. Lo sappiamo tutti in città, quei sottopassi fanno paura, da sempre». Luca e sua moglie sono in coda, in attesa di entrare nel sottopasso. Davanti a loro altre due macchine. «Pioveva a dirotto e la strada si stava allagando, ma qui siamo abituati. Il mio unico pensiero era per Niccolò, avevo paura di arrivare in ritardo». Luca guarda quanto manca all’uscita da scuola del piccolo. Un attimo dopo si accorge che sta succedendo qualcosa. «A un certo punto vediamo scendere dalle loro auto quelli che ci precedevano. Un signora inizia a gridare “Il sottopasso è allagato e c’è una donna bloccata dentro la sua macchina che sta battendo con forza i pugni sui vetri dei finestrini e non riesce a uscire. L’acqua è sempre più alta». Luca quasi non capisce. Non si rende conto di quello che sta succedendo. Scende dall’auto e si avvicina al sottopasso. «Quello che ho visto era impressionante. L’acqua era altissima e arrivava quasi alle portiere dell’auto. Si sentivano le urla della donna e poi il rumore delle sue mani contro i finestrini. Non potrò mai dimenticarlo». Luca ci pensa solo un attimo, poi torna indietro e dice alla moglie: «Ce la faccio, tranquilla, aspettami qui». Luca si butta in acqua, raggiunge l’auto e con una gomitata riesce a rompere il vetro e a portare la donna in salvo. Sono passati meno di tre minuti. È fatta. La donna è salva. «Quando siamo usciti dal sottopasso ad aspettarci c’era l’ambulanza che ha accompagnato la signora in ospedale per accertamenti. Poverina, era in stato di choc. Poi sono risalito in macchina, tutto bagnato, e insieme a mia moglie sono andato a scuola a prendere Niccolò. Certo, eravamo in ritardo, ma ha capito che era successo per un buon motivo». E sua moglie cosa le ha detto? Non ha avuto paura per lei? «Mia moglie mi conosce, si fida di me, e poi sono un istruttore di difesa personale e riesco a gestire le situazioni». Ora Luca è diventato l’eroe di Francavilla. «Macché eroe – si schermisce lui – ho fatto solo il mio dovere». Ieri pomeriggio, mentre tutti lo cercavano per complimentarsi con lui, Luca era a lavoro, nella sua tabaccheria. Come tutti i giorni. (g.z.)
«Pochi minuti e ce la faccio». Questa l’unica cosa che – molte ore più tardi – il 45enne Luca Ortu, algherese trasferitosi 18 anni fa in Abruzzo per amore, riesce a ricordare di quei pochi secondi di inconsapevole eroismo. «Io eroe? Non scherziamo, ho fatto solo quello che andava fatto. Là sotto c’era una donna che rischiava di morire».. Pochi istanti per decidere. Sono quasi le 13,30. Luca, in auto insieme alla moglie, sta andando a prendere a scuola il figlio, Niccolò, 11 anni. «In questi giorni a Francavilla al Mare sta piovendo tantissimo. E come sempre i sottopassi si allagano. Lo sappiamo tutti in città, quei sottopassi fanno paura, da sempre». Luca e sua moglie sono in coda, in attesa di entrare nel sottopasso. Davanti a loro altre due macchine. «Pioveva a dirotto e la strada si stava allagando, ma qui siamo abituati. Il mio unico pensiero era per Niccolò, avevo paura di arrivare in ritardo». Luca guarda quanto manca all’uscita da scuola del piccolo. Un attimo dopo si accorge che sta succedendo qualcosa. «A un certo punto vediamo scendere dalle loro auto quelli che ci precedevano. Un signora inizia a gridare “Il sottopasso è allagato e c’è una donna bloccata dentro la sua macchina che sta battendo con forza i pugni sui vetri dei finestrini e non riesce a uscire. L’acqua è sempre più alta». Luca quasi non capisce. Non si rende conto di quello che sta succedendo. Scende dall’auto e si avvicina al sottopasso. «Quello che ho visto era impressionante. L’acqua era altissima e arrivava quasi alle portiere dell’auto. Si sentivano le urla della donna e poi il rumore delle sue mani contro i finestrini. Non potrò mai dimenticarlo». Luca ci pensa solo un attimo, poi torna indietro e dice alla moglie: «Ce la faccio, tranquilla, aspettami qui». Luca si butta in acqua, raggiunge l’auto e con una gomitata riesce a rompere il vetro e a portare la donna in salvo. Sono passati meno di tre minuti. È fatta. La donna è salva. «Quando siamo usciti dal sottopasso ad aspettarci c’era l’ambulanza che ha accompagnato la signora in ospedale per accertamenti. Poverina, era in stato di choc. Poi sono risalito in macchina, tutto bagnato, e insieme a mia moglie sono andato a scuola a prendere Niccolò. Certo, eravamo in ritardo, ma ha capito che era successo per un buon motivo». E sua moglie cosa le ha detto? Non ha avuto paura per lei? «Mia moglie mi conosce, si fida di me, e poi sono un istruttore di difesa personale e riesco a gestire le situazioni». Ora Luca è diventato l’eroe di Francavilla. «Macché eroe – si schermisce lui – ho fatto solo il mio dovere». Ieri pomeriggio, mentre tutti lo cercavano per complimentarsi con lui, Luca era a lavoro, nella sua tabaccheria. Come tutti i giorni. (g.z.)
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