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Tra Pd e Pds è disgelo ma l’accordo è lontano

Tra Pd e Pds è disgelo ma l’accordo è lontano

Le delegazioni dei due partiti si incontrano per parlare di primarie e alleanze I dem erano guidati da Cani e Sabatini, il Partito dei sardi da Sedda e Desini

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CAGLIARI. Pd e Partito dei sardi sono distanti anni luce, ma un primo timido avvicinamento c’è stato. In gran segreto, solo per caso la riunione è stata scoperta, le due delegazioni si sono incontrate in Consiglio regionale. Non si sa bene chi delle due abbia convocato il vertice. Una dice che la richiesta è partita «dagli altri», ma sul fronte opposto ribattono l’esatto contrario. Sta di fatto che nella stanza del capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, il faccia a faccia c’è stato. Per parlare non tanto di una possibile coalizione alle Regionali di febbraio, è ancora impensabile, quanto di primarias, quelle del Pds organizzate da Paolo Maninchedda, e primarie, ipotizzate invece dai progressisti per l’investitura di Massimo Zedda. Alla fine dell’incontro, è trapelata solo questa battuta da parte del Pd: «È stato un dialogo importante e dalle buone prospettive». Mentre dal Pds è arrivata una frase ancora più ermetica: «Ci siamo visti, ma è troppo presto per aggiungere altro».

Le delegazioni. Oltre al padrone di casa, Congiu, il Pds s’è presentato all’appuntamento col presidente Franciscu Sedda e il consigliere regionale Roberto Desini. Assente invece il segretario Paolo Maninchedda, che avrebbe scelto di non partecipare visto che sarà fra i candidati governatore alle primarias. Il Pd è entrato nella stanza con questa formazione: Emanuele Cani, segretario regionale, e il vice Franco Sabatini, più qualcun altro della segreteria rimasto però misterioso.

Il confronto. È stato segreto dall’inizio alla fine e sarebbe durato più di un’ora. Com’è stato scoperto? Il caso ha voluto che qualcuno abbia visto uscire insieme Emanuele Cani e Franciscu Sedda da una porta secondarie del Consiglio. Da quel momento in poi è cominciata la caccia al perché fossero assieme. Alla fine la notizia è saltata fuori nonostante i depistaggi.

Il dialogo. Fra i due partiti è appena cominciato. In questo momento, lo strappo è uno squarcio soprattutto sulle primarias. Maninchedda ha detto che le regole sono decise e non si toccano. Mentre Zedda ha fatto sapere che a delle primarie parteciperebbe ma non a quelle del Pds. La difficile trattativa andrà avanti anche in questo fine settimana. (ua)

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