Orgosolo, il sindaco Deledda minacciato di morte
Scritte sul muro della chiesa accompagnate da croci e bare, nel mirino anche l’assessore allo Sport
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ORGOSOLO. «Deledda e Devaddis avete rovinato il paese». E ancora: «Deledda basta dimettiti». Frasi che accompagnate da una croce e una bara tracciate con spray di colore nero lasciano poco spazio all’immaginazione. Minacce di morte rivolte al sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda e al suo assessore allo Sport Antonio Pasquale Devaddis, sono state lasciate la notte scorsa da un anonimo mittente sul muro della chiesa di San Marco, lungo la strada che dal paese porta a Montes. A scoprirle su quei muri che da oltre 20 anni accolgono scritte infamanti e minacciose contro amministratori, forze dell’ordine o cittadini comuni, sono stati gli agenti del Commissariato guidato dal vice questore Giampiero Putzu.
«Il paese sembra stia vivendo un periodo tranquillo – ha detto il dirigente – perciò questo episodio è stato inaspettato. Abbiamo avviato l’attività investigativa per capire chi sia l’autore ma siamo consapevoli del fatto che non sarà facile».
Ieri il presidente del Cal Andrea Soddu ha voluto esprimere a nome dei sindaci della Sardegna piena solidarietà al collega Dionigi Deledda e al suo assessore. «Davanti a queste manifestazioni di violenza a sentirsi colpito non deve essere solo il sindaco ma un’intera comunità – ha detto Soddu –. Se al dibattito si preferisce la delegittimazione in forma anonima e la violenza, significa che la democrazia è a rischio e gli amministratori, che la democrazia la esercitano attraverso il mandato popolare, non devono essere lasciati soli. Da parte di tutti noi sindaci – ha aggiunto – piena solidarietà a Dionigi e ad Antonio». Solidarietà e vicinanza sono state espresse anche dal circolo Pd di Orgosolo: «Condanniamo con forza tale atto – ha scritto la segretaria Franca Brotzu – estraneo al confronto democratico e civile che ha sempre caratterizzato, pur nelle differenze, l’agire delle forze politiche, sociali e civili di questo paese». (k.s.)
«Il paese sembra stia vivendo un periodo tranquillo – ha detto il dirigente – perciò questo episodio è stato inaspettato. Abbiamo avviato l’attività investigativa per capire chi sia l’autore ma siamo consapevoli del fatto che non sarà facile».
Ieri il presidente del Cal Andrea Soddu ha voluto esprimere a nome dei sindaci della Sardegna piena solidarietà al collega Dionigi Deledda e al suo assessore. «Davanti a queste manifestazioni di violenza a sentirsi colpito non deve essere solo il sindaco ma un’intera comunità – ha detto Soddu –. Se al dibattito si preferisce la delegittimazione in forma anonima e la violenza, significa che la democrazia è a rischio e gli amministratori, che la democrazia la esercitano attraverso il mandato popolare, non devono essere lasciati soli. Da parte di tutti noi sindaci – ha aggiunto – piena solidarietà a Dionigi e ad Antonio». Solidarietà e vicinanza sono state espresse anche dal circolo Pd di Orgosolo: «Condanniamo con forza tale atto – ha scritto la segretaria Franca Brotzu – estraneo al confronto democratico e civile che ha sempre caratterizzato, pur nelle differenze, l’agire delle forze politiche, sociali e civili di questo paese». (k.s.)
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