Election day complicato unica data il 20 gennaio
Il ministero dell’Interno: impossibile spostare il voto delle suppletive La giunta dovrebbe anticipare le Regionali, ma i tempi sono strettissimi
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SASSARI. Il governo butta la palla dall’altra parte della rete. Il ministero dell’Interno conferma ogni parola dell’allarme lanciato dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Le suppletive saranno il 20 gennaio. «Una scelta obbligata», fanno capire. Una scelta dettata più dalla legge che dalla volontà politica. Perché la norma che regola la procedura e i tempi per il voto in caso di suppletive non lasciano margini all’interpretazione.
Le suppletive vanno indette entro 90 giorni dalla data della vacanza del seggio dichiarata dalla giunta per le elezioni. Con la possibilità di una proroga di 30 giorni se il turno elettorale cade nella finestra tra il 15 dicembre e il 15 gennaio. In questo caso c’è stata proprio la proroga. In teoria l’ultima domenica utile era il 27 gennaio. Il ministero ha deciso di evitare rischi e ha anticipato di sette giorni il voto. Lo ha fissato al 20 gennaio.
Impossibile la modifica per le elezioni europee del 27 maggio decise dall’Ue. E su queste di fatto non c’era nessuna contestazione.
Le Regionali potrebbero essere indette in una forbice che va dal 20 gennaio al 24 febbraio. La Regione ha deciso di sfruttare proprio questa ultima data e le ha fissate per il 24 febbraio. Anche se non c’è ancora la formalizzazione.
Accorpamento complicato. Difficile tornare indietro per le giunta e accorpare le suppletive e le Regionali il 20 gennaio. Unica data possibile per fare l’election day. Perché i tempi per rispettare tutto l’iter burocratico sarebbero strettissimi.
Secondo un calcolo, informale, entro domani si dovrebbero assegnare i seggi alle circoscrizioni. Entro il 6 dicembre si dovrebbe pubblicare sul Buras il decreto di indizione delle elezioni regionali. Entro il 10 dicembre si dovrebbero depositare i contrassegni dei partiti e delle coalizioni, che chiaramente dovrebbero già essere definite nei dettagli. Entro il 17 dicembre si dovrebbero presentare le liste, entro il 20 dicembre rendere noti i candidati presidenti.
Un programma complicato da realizzare in tempi così stretti.
Ma di fatto la Regione potrebbe decidere di tentare lo sprint. Una scelta non solo tecnica. Perché al di là dei 2 milioni di euro che si potrebbero risparmiare, costo delle suppletive, si eviterebbe di condizionare l’ultima fase della campagna elettorale, la più importante, con i risultati di un test importante, ma parziale.
Dall’altra parte negli ambienti di centrodestra e centrosinistra c’è la convinzione che più il tempo passi più la luna di miele tra gli italiani e il governo finisca.
A lanciare l’allarme è stato per primo il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che ha sottolineato lo sgarbo istituzionale del governo. Il ministero non ha sentito la Regione. Per Zedda l’election day sarebbe da preferire. Ripreso subito dall’ex parlamentare Pd Silvio Lai, che ha messo in evidenza la complessità di realizzare la data unica per il 20 gennaio. Subito il commissario della Lega Eugenio Zoffili si è detto prontissimo ad andare al voto il 20 gennaio. (l.roj)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le suppletive vanno indette entro 90 giorni dalla data della vacanza del seggio dichiarata dalla giunta per le elezioni. Con la possibilità di una proroga di 30 giorni se il turno elettorale cade nella finestra tra il 15 dicembre e il 15 gennaio. In questo caso c’è stata proprio la proroga. In teoria l’ultima domenica utile era il 27 gennaio. Il ministero ha deciso di evitare rischi e ha anticipato di sette giorni il voto. Lo ha fissato al 20 gennaio.
Impossibile la modifica per le elezioni europee del 27 maggio decise dall’Ue. E su queste di fatto non c’era nessuna contestazione.
Le Regionali potrebbero essere indette in una forbice che va dal 20 gennaio al 24 febbraio. La Regione ha deciso di sfruttare proprio questa ultima data e le ha fissate per il 24 febbraio. Anche se non c’è ancora la formalizzazione.
Accorpamento complicato. Difficile tornare indietro per le giunta e accorpare le suppletive e le Regionali il 20 gennaio. Unica data possibile per fare l’election day. Perché i tempi per rispettare tutto l’iter burocratico sarebbero strettissimi.
Secondo un calcolo, informale, entro domani si dovrebbero assegnare i seggi alle circoscrizioni. Entro il 6 dicembre si dovrebbe pubblicare sul Buras il decreto di indizione delle elezioni regionali. Entro il 10 dicembre si dovrebbero depositare i contrassegni dei partiti e delle coalizioni, che chiaramente dovrebbero già essere definite nei dettagli. Entro il 17 dicembre si dovrebbero presentare le liste, entro il 20 dicembre rendere noti i candidati presidenti.
Un programma complicato da realizzare in tempi così stretti.
Ma di fatto la Regione potrebbe decidere di tentare lo sprint. Una scelta non solo tecnica. Perché al di là dei 2 milioni di euro che si potrebbero risparmiare, costo delle suppletive, si eviterebbe di condizionare l’ultima fase della campagna elettorale, la più importante, con i risultati di un test importante, ma parziale.
Dall’altra parte negli ambienti di centrodestra e centrosinistra c’è la convinzione che più il tempo passi più la luna di miele tra gli italiani e il governo finisca.
A lanciare l’allarme è stato per primo il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che ha sottolineato lo sgarbo istituzionale del governo. Il ministero non ha sentito la Regione. Per Zedda l’election day sarebbe da preferire. Ripreso subito dall’ex parlamentare Pd Silvio Lai, che ha messo in evidenza la complessità di realizzare la data unica per il 20 gennaio. Subito il commissario della Lega Eugenio Zoffili si è detto prontissimo ad andare al voto il 20 gennaio. (l.roj)
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