La Nuova Sardegna

Da Badde Salighes la sfida allo spopolamento

Da Badde Salighes la sfida allo spopolamento

Una associazione promuove un progetto per rilanciare le zone interne: la presentazione il 15 e il 16

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. L’obiettivo è non viaggiare più in ordine sparso con progetti che spesso falliscono perché fragili o privi del necessario supporto economico: l’idea è creare un modello unico declinabile nelle diverse realtà. Il filo conduttore è la lotta allo spopolamento delle zone interne dell’isola, per restituire vita e sviluppo a luoghi che racchiudono una lunga storia. Come Badde Salighes, a Bolotana, minuscolo borgo rurale creato nel 1879 dall’ingegnere gallese Benjamin Piercy, colui che costruì le ferrovie. Badde Salighes 1879 si chiama l’associazione nata nel Marghine e che nel borgo rurale ha scelto di avere la sua sede: dal 2014, grazie a contributi del volontariato e della filantropia privata, ha realizzato numerosi interventi e sviluppato un progetto pluriennale premiato a livello nazionale. Da quattro anni l’associazione, presieduta da Franca Cuccuru, sta realizzando un progetto di sviluppo locale denominato “Marghine cuore di Sardegna”, attraverso la collaborazione tra operatori del terzo settore ed economici. Il piano prevede investimenti sul patrimonio materiale e immateriale del borgo: nel primo caso la creazione del “bosco sacro” all’interno del bosco storico con installazioni artistiche mobili e permanenti e il ripristino del “cammino dei viali dell’acqua”, attraverso il recupero delle originali sorgenti. Ma anche la trasformazione di un vecchio casolare in luogo d’accoglienza, come inizio di un viaggio all’interno di un luogo antico e ricco di tradizione ma che deve aprirsi all’esterno: ecco allora la rete delle competenze, per sostenere le relazioni e promuovere la nuova immagine del patrimonio riscoperto. Il progetto dell’associazione Badde Salighes 1879 sarà presentato nel cuore del borgo, a 1100 metri d’altezza, il 15 e 16 dicembre, in una due giorni finalizzata a creare una nuova sinergia tra gli operatori del terzo settore, chiamati a confrontarsi nel laboratorio di idee che sarà ospitato nei locali della xiloteca sabato dalle 15.30: tecnici, intellettuali e operatori di tutta l’isola faranno proposte e racconteranno pensieri e progetti in corso per lo sviluppo dei territori. Tra gli ospiti, il gruppo di lavoro che sta rianimando Lollove, il borgo disabitato a una manciata di chilometri da Nuoro. Il format prevede interventi dai 3 ai 5 minuti, con il giornalista Andrea Frailis a fare da moderatore-commentatore, e la realizzazione al termine di un reportage organico, nel quale evidenziare punti di forza e contatto tra idee e progetti. Il passo successivo sarà la costituzione di gruppi di lavoro che si riuniranno a partire da gennaio. Il traguardo ha una data già fissata in calendario: è il 23 giugno, giorno in cui sarà prenderà vita la Consulta per lo sviluppo locale, il luogo nel quale tutti i soggetti potranno organizzare la rete territoriale per la realizzazione dei progetti di un intero anno.

La due giorni nel borgo rurale comprende altri eventi, oltre i dibattiti, come per esempio uno spettacolo sulla vita delle api e il live acustico, domenica pomeriggio, di Piero Marras che festeggia 40 anni di carriera. (si. sa.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative