La Nuova Sardegna

Fenosu, il distretto aerospaziale lascia

di Enrico Carta ; w; La situazione di stallo è ciò che in volo fa precipitare l’aereo. All’aeroporto oristanese di Fenosu è da un pezzo che decollano solo insetti e uccelli, ma per evitare di vedere la società di gestione schiantarsi senza nemmeno essersi sollevata dal suolo, i soci si separano. Un pilota da una parte, uno dall’altra. Non si erano probabilmente mai amate le due cordate che avevano pensato di fare un percorso comune per salvare la società di gestione Sogeaor dal fallimento, rilevando le quote dalla precedente gestione pubblica capace di far partire i voli di linea per Roma generando però un colossale buco milionario costato lacrime e sangue ai contribuenti della Provincia. Ma quando non ci sono amore e nemmeno concordia è inutile continuare a camminare per la stessa strada. Così il Distretto Aerospaziale della Sardegna ha deciso di fare un passo indietro e lasciare tutto nella mani della società Aeronike che ora dovrà camminare da sola. Le dichiarazioni del presidente del DASS, il professor Giacomo Cao, lasciano pensare a un addio sereno: «I due soci, per effetto di una diversa visione sulle strategie da adottare per il rilancio delle attività, emersa successivamente all’acquisizione avvenuta nel novembre 2017, hanno concordato che solo una delle due realtà societarie dovesse proseguire nell’iniziativa intrapresa, al fine di superare la situazione di stallo che si era ormai venuta a creare. Conseguentemente i due soci avevano concordato di consentire a quello di maggioranza, Aeronike, di acquisire le quote del Distretto entro il 20 dicembre 2018. Nel caso in cui tale compravendita non si fosse concretizzata, Aeronike aveva già conferito incarico, affinché, a partire dal 21 dicembre, fosse valutata un’ipotesi di ingresso, manifestata ad Aeronike da oltre sei mesi, di un nuovo imprenditore interessato a subentrare alla stessa Aeronike e proseguire nell’iniziativa di concerto con il solo DASS». Il 20 dicembre è domani, ma ieri Aeronike, che fa capo all’imprenditore Riccardo Faticoni, ha reso note le proprie intenzioni di restare nella cabina di comando della Sogeaor. Il Distretto Aerospaziale quindi fa il passo indietro previsto già nelle scorse settimane, quando un’agitata riunione aveva portato anche alle dimissioni dell’intero collegio sindacale della Sogeaor. Era il segnale che qualcosa non stesse andando per il verso giusto e che la concordia non regnasse negli hangar ancora dismessi di Fenosu. Che succede ora? Che tutto è sulle spalle della Aeronike che deve dimostrare di poter andare avanti col proprio progetto. L’alternativa potrebbe essere un ritorno in campo del Distretto Aerospaziale assieme al socio che sinora non si è palesato. Nel frattempo il Dass prosegue con i suoi progetti a dimensione internazionale che fruttano 50 milioni l’anno a fronte di un investimento della Regione di 10 milioni. Quei milioni di cui Fenosu continua ad avere disperatamente bisogno per ripartire.

La società di gestione dell’aeroporto di Oristano ora in mano solo alla Aeronike

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ORISTANO. La situazione di stallo è ciò che in volo fa precipitare l’aereo. All’aeroporto oristanese di Fenosu è da un pezzo che decollano solo insetti e uccelli, ma per evitare di vedere la società di gestione schiantarsi senza nemmeno essersi sollevata dal suolo, i soci si separano. Un pilota da una parte, uno dall’altra. Non si erano probabilmente mai amate le due cordate che avevano pensato di fare un percorso comune per salvare la società di gestione Sogeaor dal fallimento, rilevando le quote dalla precedente gestione pubblica capace di far partire i voli di linea per Roma generando però un colossale buco milionario costato lacrime e sangue ai contribuenti della Provincia.

Ma quando non ci sono amore e nemmeno concordia è inutile continuare a camminare per la stessa strada. Così il Distretto Aerospaziale della Sardegna ha deciso di fare un passo indietro e lasciare tutto nella mani della società Aeronike che ora dovrà camminare da sola. Le dichiarazioni del presidente del DASS, il professor Giacomo Cao, lasciano pensare a un addio sereno: «I due soci, per effetto di una diversa visione sulle strategie da adottare per il rilancio delle attività, emersa successivamente all’acquisizione avvenuta nel novembre 2017, hanno concordato che solo una delle due realtà societarie dovesse proseguire nell’iniziativa intrapresa, al fine di superare la situazione di stallo che si era ormai venuta a creare. Conseguentemente i due soci avevano concordato di consentire a quello di maggioranza, Aeronike, di acquisire le quote del Distretto entro il 20 dicembre 2018. Nel caso in cui tale compravendita non si fosse concretizzata, Aeronike aveva già conferito incarico, affinché, a partire dal 21 dicembre, fosse valutata un’ipotesi di ingresso, manifestata ad Aeronike da oltre sei mesi, di un nuovo imprenditore interessato a subentrare alla stessa Aeronike e proseguire nell’iniziativa di concerto con il solo DASS».

Il 20 dicembre è domani, ma ieri Aeronike, che fa capo all’imprenditore Riccardo Faticoni, ha reso note le proprie intenzioni di restare nella cabina di comando della Sogeaor. Il Distretto Aerospaziale quindi fa il passo indietro previsto già nelle scorse settimane, quando un’agitata riunione aveva portato anche alle dimissioni dell’intero collegio sindacale della Sogeaor. Era il segnale che qualcosa non stesse andando per il verso giusto e che la concordia non regnasse negli hangar ancora dismessi di Fenosu.

Che succede ora? Che tutto è sulle spalle della Aeronike che deve dimostrare di poter andare avanti col proprio progetto. L’alternativa potrebbe essere un ritorno in campo del Distretto Aerospaziale assieme al socio che sinora non si è palesato. Nel frattempo il Dass prosegue con i suoi progetti a dimensione internazionale che fruttano 50 milioni l’anno a fronte di un investimento della Regione di 10 milioni. Quei milioni di cui Fenosu continua ad avere disperatamente bisogno per ripartire.

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