Giunta contro governo: non verseremo 285 milioni
Nella finanziaria regionale la quota di accantonamenti per lo Stato non è prevista. Linea dura da Cagliari. Ma nella lettera Pigliaru apre a Conte: subito un incontro
CAGLIARI. Lo Stato fa finta di non sentire, la Regione fa finta di non capire. Ma il braccio di ferro sugli accantonamenti è la vera guerra fredda tra Roma e Cagliari. In mezzo ci sono sette lettere inviate da Pigliaru ai diversi premier e sistematicamente ignorate, e quattro impugnazioni della Finanziaria nazionale da parte della Regione. Ora a ballare c’è una cifra fantasmagorica di 285 milioni di euro che la Finanziaria regionale non prevede di versare al governo e quella nazionale iscrive tra le entrate sicure. Un muro contro muro destinato a portare allo scontro.
È la vertenza sugli accantonamenti, per chi non ama il burocratese è il prelievo che lo Stato impone alle Regioni per risanare il debito pubblico. Ma la Regione non ha dubbi. «Quei soldi non li dobbiamo e a garantirci c’è anche l’Avvocatura dello Stato che lo riconosce». Lo Stato si limita a non rispondere, ma potrebbe limitarsi a trattenere nelle sue casse i 285 milioni. Per questo il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore al Bilancio Raffaele Paci hanno scritto una nuova lettera al premier Giuseppe Conte in cui chiedono un incontro, ma ribadiscono come la posizione della giunta sia definita e non cambierà su questo punto.
Nella missiva ricordano che la Regione ha approvato la Finanziaria senza la quota di accantonamenti non più dovuta. «Come preannunciato, nel nuovo bilancio l'entità dell'accantonamento per il concorso della Regione agli obiettivi di finanza pubblica per il prossimo triennio è stata determinata a legislazione vigente. Auspichiamo che nel corso dell'attuale esame al Senato del disegno dl legge di bilancio 2019 il Governo possa, in attuazione della sentenza della Consulta. rideterminare l'ammontare degli accantonamenti per la Sardegna escludendo il contributo di 285 milioni».
Di fatto la Finanziaria regionale è stata approvata senza prevedere i 285 milioni di accantonamenti che per la stessa Avvocatura dello Stato non sono più dovuti a partire dal 2019. E la Regione avverte il Governo. Le regole sono queste, non rimettete quella cifra nella manovra nazionale in esame a Palazzo Madama.
L’assessore al Bilancio Raffaele Paci è categorico. «Dal Governo non è mai arrivata una sola proposta concreta, e questa non è leale collaborazione fra Stato e Regione – attacca Paci –. Così non si può andare avanti, non possono continuare a imporci accantonamenti senza mai cercare realmente di trovare con noi un accordo. Qualche ora fa abbiamo mandato l’ennesima lettera al Governo per comunicare formalmente che abbiamo approvato la nostra finanziaria regionale e l’abbiamo approvata con le regole in vigore oggi». Paci è esplicito nel suo atto di accusa. «Le regole che parlano chiaro: i 285 milioni di accantonamenti non sono dovuti. Questo è stato riconosciuto dalla stessa Avvocatura dello Stato in giudizio presso la Corte Costituzionale. Questa è la legge vigente. Per non ricominciare con i contenziosi, chiediamo con forza che quei 285 milioni non vengano rimessi nella Finanziaria nazionale, che ieri ha iniziato l’iter al Senato ma che di fatto nessuno conosce, oppure che si riesca a concordare rapidamente una soluzione e dunque un accordo».
Paci da una parte tende la mano, dall’altra fa capire che la Regione non farà passi indietro. «In caso contrario impugneremo nuovamente la Finanziaria nazionale, sarebbe la quarta di fila, loro impugneranno la nostra e andremo avanti così all’infinito, perché la Corte Costituzionale ha detto che per uscire da questa situazione di conflitto serve un accordo politico. Noi ci abbiamo provato in tutti i modi, abbiamo dato la nostra totale disponibilità al confronto, abbiamo scritto sette lettere, abbiamo fatto incontri su incontri prima con il Governo precedente e poi con l’attuale. Tutto inutile. Non ci fermiamo, continueremo a lottare finché il Governo gialloverde non uscirà allo scoperto e ci darà una risposta». (l.roj)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
