Nell’isola dai capelli grigi un bambino ogni 7 anziani

Cresce l’età media, record a Oristano. In un anno 10mila residenti in meno 

SASSARI. La provincia più giovane è anche la più vecchia: è Oristano a dominare la classifica nel rapporto anziani-bambini. Se la media regionale è di 6,9 over 65 per ogni bimbo, a Oristano il rapporto è di 9 a 1. Segue la provincia del Sud Sardegna con 8 a 1, solo terza Nuoro (7 a 1), mentre le aree più “giovani” sono la provincia di Sassari e la città metropolitana di Cagliari: in entrambi i casi si contano 6 anziani ogni bambino, meno della media regionali ma di più di quella nazionale attestata a 5,6 a 1. L’isola invecchia e lo fa sempre più velocemente.

La fotografia che viene fuori dal rapporto Sardegna statistiche, che incrocia i dati regionali con quelli dell’Istat, descrive una terra dai capelli grigi dove cresce il numero di residenti di età compresa tra i 40 e i 64 anni (644mila, quasi un terzo della popolazione) e oltre i 65 anni (381.849, settemila in più in un solo anno). Mentre calano a doppia cifra adolescenti e under 40 (sono 433mila, 10mila in meno rispetto al 2017) e gli under 14 (appena 188.390, la fascia meno rappresentata che nel giro di due anni ha perso più di 7mila unità). E non potrebbe essere altrimenti considerato il tasso di natalità più basso d’Italia (insieme alla Liguria): 1,07 figli per donna, pari a 6,1 neonati ogni 1000 abitanti. La media nazionale, che pure è in calo, è di 7,6 per mille: ma ci sono anche zone prolifiche come la provincia di Bolzano, con il rapporto 10,2 ogni 1000.

In Sardegna il bassissimo tasso di natalità si riflette in un saldo nascite-decessi assolutamente negativo: nell’ultimo anno a fronte di 10.142 nascite ci sono stati 16.773 morti: complessivamente la differenza è - 6631 ma la popolazione è diminuita ulteriormente perché 3581 persone si sono cancellate dall’anagrafe regionale e si sono trasferite all’estero: donne prevalentemente, in cerca di lavoro o al seguito di compagni già partiti in precedenza. A crescere è invece la percentuale di stranieri, anche se a ritmo molto più lento rispetto ad altre regioni d’Italia: nell’isola gli stranieri costituiscono il 3,3% della popolazione a fronte dell’8% di media nazionale. Complessivamente sono 54.346 e a differenza dei sardi sono giovani: un quarto di loro (14.017) ha un’età compresa tra i 15 e i 39. Ma è nel rapporto tra bambini e anziani che il divario è enorme: quasi ovunque il rapporto è 1 a 1, solo in alcune zone cresce sino a 1 a 2.

Il rapporto analizza anche la situazione economica della Sardegna, con una attenzione particolare verso le imprese: sono 103.802 le attività nell’isola, che danno lavoro a 290mila addetti, di cui quasi il 40 per cento sono donne. Numeri in calo rispetto al passato anche se nell’ultimo periodo post grande crisi la ripresa c’è stata e si è manifestata con la nascita di nuove imprese, quasi sempre individuali e attive nel campo dei servizi, che da solo copre l’80% della torta. Mentre le attività industriali sono appena il 20% del totale. Una caratteristica generale del mondo imprenditoriale isolano è il basso numero di addetti per singole attività: secondo l’analisi ogni azienda industriale ha una media di 3,2 addetti contro il dato nazionale di 5,8. Ancora più bassi i numeri nei servizi: 2,7 a fronte di 3,3 di media nazionale. Un altro dato interessante riguarda la distribuzione degli occupati, in totale 562mila, nei vari settori produttori: 434 mila nei servizi, 94mila nell’industria e 36mila infine nell’agricoltura: per quanto riguarda questi ultimi, più di un terzo opera nel Sassarese (percentuale più alta a livello regionale), mentre per quanto riguarda l’industria la provincia dell’isola con il più basso numero di occupati è quella di Oristano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes