Stadio Is Arenas, Cellino rischia 4 anni e 6 mesi
Cagliari, i pm hanno chiesto la condanna dei sette imputati tra cui l’ex sindaco di Quartu Contini
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CAGLIARI. Quattro anni e sei mesi per l’ex presidente del Cagliari Calcio, Massimo Cellino, cinque anni per l’ex sindaco di Quartu, Mauro Contini, quattro anni e tre mesi per l’ex assessore ai Lavori pubblici del comune di Quartu, Stefano Lilliu, quattro anni e tre mesi per il direttore dei lavori, Andrea Masala, due anni e sei mesi per un tecnico comunale, Raffaele Perra, otto mesi per un geometra convenzionato, Graziano Mossa, un anno e otto mesi a testa per l’impresario Marcello Vasapollo e il progettista Jaime Manca.
Sono queste le richieste presentati dai pm Enrico Lussu e Gaetano Porcu al termina della requisitoria relativa al processo che deve far luce sui presunti illeciti relativi alla costruzione dello stadio “Is Arenas” a Quartu Sant’Elena che, secondo le intenzioni di Massimo Cellino, avrebbe dovuto ospitare tutte le partite del Cagliari nel periodo in cui il vecchio Sant’Elia non era agibile, che nella stagione precedente aveva costretto i rossoblù a disputare le ultime partite in casa nello stadio Nereo Rocco di Trieste. I lavori, secondo la Procura , sarebbero dovuti finire sul conto del Cagliari Calcio mentre invece le spese sarebbero state sostenute dal Comune di Quartu. «Cellino – ha detto il pm Lussu – doveva portare la squadra a Quartu per evitare di tornare a Trieste perché, come ha rivelato in un dialogo telefonico intercettato con l'allora patron della Lazio, Claudio Lotito, l'assenza di pubblico di casa costava 10 punti in classifica e ogni punto vale milioni di euro». «Quello stadio è tutto abusivo – ha sottolineato ancora una volta il pm Lussu che insieme al collega Porcu contesta un peculato da 365mila euro, al fronte di un peculato tentato da oltre 700mila euro. Il magistrato ha rimarcato che «lo stadio veniva spacciato per un'opera pubblica, ma era privata su un terreno pubblico dato in concessione per tre anni». SWono invece caduti in prescrizione i reati paesaggistici e agli imputati vengono contestati il peculato consumato, quello tentato e il falso. I due magistrati dell'accusa, conclusa la requisitoria durata due giorni, ritengono quindi che lo stadio di Is Arenas, realizzato nel 2012, sia un’opera del tutto abusiva, ma non pubblica bensì totalmente privata. Per questa ragione, secondo i pm, i soldi spesi dal Comune per realizzare la strada di collegamento che sarebbe dovuta essere percorsa dai tifosi, la recinzione e una cabina elettrica ( per un totale di circa 360 mila euro) costituirebbe un peculato ai danni delle casse comunali e a favore del Cagliari calcio. Il processo riprenderà il 17 ottobre, quando sono state fissate le prime arringhe delle difesa. Durante le due giornate di requisitoria in aule non si è presentato l’ex presidente rossoblù Massimo Cellino, che dopo un’avventura in Inghilterra a capo del Leeds United, è attualmente il presidente del Brescia Calcio, società rilevata il 10 agosto del 2017.
Sono queste le richieste presentati dai pm Enrico Lussu e Gaetano Porcu al termina della requisitoria relativa al processo che deve far luce sui presunti illeciti relativi alla costruzione dello stadio “Is Arenas” a Quartu Sant’Elena che, secondo le intenzioni di Massimo Cellino, avrebbe dovuto ospitare tutte le partite del Cagliari nel periodo in cui il vecchio Sant’Elia non era agibile, che nella stagione precedente aveva costretto i rossoblù a disputare le ultime partite in casa nello stadio Nereo Rocco di Trieste. I lavori, secondo la Procura , sarebbero dovuti finire sul conto del Cagliari Calcio mentre invece le spese sarebbero state sostenute dal Comune di Quartu. «Cellino – ha detto il pm Lussu – doveva portare la squadra a Quartu per evitare di tornare a Trieste perché, come ha rivelato in un dialogo telefonico intercettato con l'allora patron della Lazio, Claudio Lotito, l'assenza di pubblico di casa costava 10 punti in classifica e ogni punto vale milioni di euro». «Quello stadio è tutto abusivo – ha sottolineato ancora una volta il pm Lussu che insieme al collega Porcu contesta un peculato da 365mila euro, al fronte di un peculato tentato da oltre 700mila euro. Il magistrato ha rimarcato che «lo stadio veniva spacciato per un'opera pubblica, ma era privata su un terreno pubblico dato in concessione per tre anni». SWono invece caduti in prescrizione i reati paesaggistici e agli imputati vengono contestati il peculato consumato, quello tentato e il falso. I due magistrati dell'accusa, conclusa la requisitoria durata due giorni, ritengono quindi che lo stadio di Is Arenas, realizzato nel 2012, sia un’opera del tutto abusiva, ma non pubblica bensì totalmente privata. Per questa ragione, secondo i pm, i soldi spesi dal Comune per realizzare la strada di collegamento che sarebbe dovuta essere percorsa dai tifosi, la recinzione e una cabina elettrica ( per un totale di circa 360 mila euro) costituirebbe un peculato ai danni delle casse comunali e a favore del Cagliari calcio. Il processo riprenderà il 17 ottobre, quando sono state fissate le prime arringhe delle difesa. Durante le due giornate di requisitoria in aule non si è presentato l’ex presidente rossoblù Massimo Cellino, che dopo un’avventura in Inghilterra a capo del Leeds United, è attualmente il presidente del Brescia Calcio, società rilevata il 10 agosto del 2017.
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