Anci, l’appello dei Comuni a rischio scomparsa
Il presidente nazionale Decaro: «Pronti a scendere in piazza davanti a ulteriori tagli delle risorse»
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CAGLIARI. L’allarme è risuonato forte e sinistro nell’assemblea dei sindaci: «Se continua così, purtroppo nei piccoli Comuni a rimanere aperti saranno solo i cimiteri. Non le case, i negozi, gli asili, le caserme e l’ufficio postae ». Sono state queste le parole dure e schiette del presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, davanti a una platea che, in questi anni, è stata messa all’angolo più volte e continua ad esserlo. È quella di sindaci, che, ogni giorno, finiscono nel mirino dell’Anonima tritolo, oltre a ricevere minacce d’ogni tipo. Oppure di chi non sa più cosa fare, ha sempre meno soldi in cassa, per fronteggiare tre fenomeni terrificanti: spopolamento, disgregazione sociale e giovani in fuga. Il presidente nazionale dell’Associazione dei Comuni, Antonio Decaro, s’è detto preoccupato per quanto sta accadendo in Sardegna: «Sono venuto qui per portare l'abbraccio di ottomila sindaci del nostro Paese ai colleghi che hanno subito attentati. Ormai non riusciamo neanche più a tenere il conto delle lettere minatorie arrivate. Dai sindaci lo Stato pretende che dimostrino coraggio nel difendere la democrazia, ma poi ci lascia troppo spesso soli». Ancora: «Il premier Conte ha detto che non ci saranno tagli nei trasferimenti ai Comuni, ci mancherebbe altro dopo le pesanti sforbiciate, intorno ai 15 miliardi che abbiamo subito negli anni. Gli vogliamo credere, ma sappia che se invece dovesse mettere di nuovo le mani nelle casse dei sindaci, siamo pronti a scendere in piazza». Per poi dire anche: «Non pretenda qualcuno, a Roma, che siano i Comuni ad aumentare le tasse per tenere a bada il debito pubblico nazionale ed evitare l’aumento dell’Iva: noi non siamo gli esattori dello Stato. Noi chiediamo solo di avere i finanziamenti giusti per garantire i servizi ai cittadini non solo nelle città ma anche nei piccoli Comuni e nelle periferie, che continuano a essere le zone più a rischio». Durante l’assemblea per eleggere i delegati al congresso nazionale dell’Anci, è stata denunciata l’assenza della Regione, pare a causa di Giunta convocata all’ultim’ora, ma la giustificazione non è bastata a calmare gli animi. «È la dimostrazione – hanno sottolineato alcuni sindaci – che a parole sono tutti pronti a parlare di sicurezza e azioni contro lo spopolamento. Però quandoci possiamo confrontare sui problemi e soprattutto sulle possibili soluzioni, a sfuggire al confronto non siamo certo noi». Nonostante la clamorosa assenza, l’Anci ha ribadito: «Siamo pronti a discutere su sanità, welfare, lavoro, giovani e scuola, purché qualcuno ci voglia ascoltare».
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