Case e bungalow abusivi sequestrato un camping

Sant’Antioco, sigilli a 78 abitazioni realizzate su un’area di 97mila metri quadrati Non venivano smontate e alcune erano vicinissime al mare. Denunciati i titolari

SANT’ANTIOCO . Nel progetto, attuato in maniera del tutto difforme, erano catalogate come mini strutture abitative mobili. Ai controlli si sono rivelate invece permanenti e, per di più, realizzate a soli 150 metri dalla linea di battigia, quindi nella fascia di totale rispetto paesaggistico. Di autorizzazioni regolari, ovviamente, neanche l’ombra.

A finire sotto sequestro sono state in tutto settantotto unità abitative, di cui settantaquattro casette mobili e quattro tende-bungalow, tutte dotate di relative aree verdi e di infrastrutture accessorie. Complessivamente il sequestro imposto dal giudice riguarda un’area grande 97mila metri quadrati su cui erano state sistemata strutture del valore complessivo di circa 3 milioni di euro. La lottizzazione abusiva - questo è il reato prefigurato dai magistrati - è stata realizzata all’interno del “Tonnara Camping” a Cala Sapone, sulla costa ovest dell’isola di Sant’Antioco. A scoprirne l’irregolarità totale, e ad eseguire il sequestro preventivo, sono stati i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Cagliari, diretti dal maggiore Paolo Montorsi, con i quali hanno collaborato i colleghi della Compagnia del capoluogo. I tre titolari del camping, tutti imprenditori di Brescia, sono stati denunciati per lottizzazione abusiva e per aver eseguito opere in assenza o difformità dalle autorizzazioni edilizie e paesaggistiche. Il sequestro preventivo è stato richiesto dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia, titolare dell’indagine, e firmato dal gip Antonio Cau. Il provvedimento di confisca delle casette mobili e delle infrastrutture del Tonnara Camping è arrivato dopo che gli uomini del maggiore Montorsi aveva concluso la complessa attività investigativa iniziata lo scorso mese di maggio.

La vicenda. Tutto è iniziato con una segnalazione anonima ma particolarmente dettagliata. Gli investigatori hanno così effettuato ripetuti sopralluoghi e verifiche a Cala Sapone, scoprendo che all’interno del campeggio c’era un numero elevato di case mobili, molte delle quali posizionate nella fascia di totale inedificabilità dei 150 metri dalla linea di battigia. «L’esame della documentazione progettuale e delle autorizzazioni, sommata ad ulteriori accertamenti svolti – spiegano gli specialisti del nucleo “Tutela del patrimonio” – hanno permesso di riscontrare che le strutture stagionali sarebbero state collocate, a decorrere dal 2009, in maniera difforme rispetto a quanto dichiarato. Alcune addirittura in aree prive di infrastrutture (area terrazzata posta a brevissima distanza dalla linea di battigia) e che non erano mai state rimosse al termine delle stagioni estive, così come invece prescritto dalle normative vigenti». Alla conclusione degli accertamenti condotti sul campo e a tavolino, gli uomini del maggiore Montorsi hanno presentato un rapporto alla Procura da cui è scaturito il provvedimento di sequestro preventivo delle 78 casette mobili (ma in realtà decisamente fisse) e del resto del campeggio realizzato a Sant’Antioco. I tre indagati, ovvero titolari della società che gestisce il camping, dovranno rispondere di “opere eseguite in assenza del titolo abilitativo valido” e di “lottizzazione abusiva”.

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