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Coldiretti: «Troppi cinghiali in Sardegna, a rischio la biodiversità»

Coldiretti: «Troppi cinghiali in Sardegna, a rischio la biodiversità»

La crescita della popolazione mette a rischio anche gli automobilisti

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SASSARI. Sono diventati un problema anche per gli automobilisti. L’aumento della popolazione dei cinghiali non ha creato danni solo alle colture e all’ambiente in generale ma anche alla circolazione stradale. Ne è convinta soprattutto la Coldiretti, che ieri si è data appuntamento a Roma davanti a Montecitorio proprio per protestate contro l’aumento dei cinghiali e degli animali selvatici in generale. « Un problema molto sentito anche in Sardegna, dove la presenza dei cinghiali è fuori controllo con gravi perdite per le aziende agricole, oltre al pericolo nelle strade. Per questo da tempo chiediamo un censimento dei selvatici e oltre che un incontro per trovare soluzioni concrete ed efficaci, oggi assenti – dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Allo steso tempo gli indennizzi non funzionano, è un sistema troppo farraginoso e ci sono ritardi nei pagamenti che scoraggiano anche le segnalazioni. Ci sono forti ritardi nei pagamenti soprattutto nel sud Sardegna dove ci sono pratiche di anni passati ancora da pagare».

«Sono un rischio – evidenzia la Coldiretti – per l’agroalimentare italiano visto che proprio nei comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo lo studio Coldiretti/Symbola con ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Ue tra formaggi, oli extravergine di oliva, salumi e prodotti a base di carne, vini, panetteria e pasticceria. Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279mila imprese agricole, un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali». Il rischio denunciato da Coldiretti è che venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne. Un disastro, soprattutto se si considera la manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. «Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che – sottolinea Coldiretti – con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Italy agroalimentare. La proliferazione senza freni dei cinghiali – continua la Coldiretti – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e la vegetazione forestale. Proprio le modalità di ricerca di cibo attraverso una cospicua attività di scavo ben visibile sui campi coltivati provoca, infatti, anche su superfici naturali – spiega la Coldiretti – notevoli danni alla biodiversità. Si possono considerare le conseguenze negative sulla nidificazione degli uccelli che depositano le uova sul suolo o l’impatto sui piccoli mammiferi che creano le loro tane nell’immediata superficie soprattutto contigua all’apparato radicale di piante».



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