Tribune troppo lunghe e spogliatoi stretti
È l’impianto sportivo più grande del centro Sardegna ma il nuovo palasport di Sa Rodia non convince
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ORISTANO. Bello? Brutto? Utile? Inutile? Un’opportunità? Uno spreco? Oristano si divide da anni sulla questione del nuovo palasport. Le due fazioni, favorevoli e contrari, si danno battaglia sui social network, ma nel frattempo attendono di capire che cosa ne sarà dell’impianto sportivo più grande del centro Sardegna. Che sia piaciuto a tutti nelle due giornate di inaugurazione non sarebbe la verità. C’è chi, da subito, l’ha paragonato a una piscina olimpionica. Tribune lunghissime che terminano una dozzina di metri oltre la linea che delimita la fine del campo da basket e visuale pessima per il malcapitato che dovesse occupare quei posti così laterali. Sarebbe uno spettatore a rischio torcicollo che, senza dubbio avrebbe auspicato che nelle menti dei progettisti balenasse l’idea di accorciare la tribuna laterale e mettere in piedi una curva. Pur non essendo un circuito automobilistico, una curva c’è, ma è a sua volta lontanissima dal campo e non sufficientemente sopraelevata per consentire una visuale appena decente. Per i grandi eventi che verranno, scegliere un altro seggiolino.
Ma non ci sono solo il campo e le tribune da occupare: chi progettò il palazzetto l’ha pensato anche come un luogo adatto a ospitare varie attività, tanto è vero che ci sono sale da usare come palestra, uffici, ristorante, attività commerciali. Quel che non è stato pensato è invece che in spogliatoio la squadra dovrebbe stare tutta insieme e guardarsi in faccia. Al posto dello stanzone bello largo, considerando magari che ci potrebbe finire dentro qualche “cristone” di più di due metri di altezza, sono spuntati dei tramezzi che lo dividono in due: impossibile per l’allenatore parlare alla squadra e contemporaneamente vedere tutti.
Nel frattempo ci sono da concludere lavori all’esterno, strade di ingresso e altre prescrizioni legate alla sicurezza durante i grandi eventi, ipotizzare che potrà servire un impianto di condizionamento d’aria. Visto lo stallo, ci sarà tempo per porvi rimedio. Il tempo invece è tiranno dall’altra parte della recinzione metallica. Il vecchio palazzetto di Sa Rodia fa infatti acqua da anni e stavolta di brutto. Nel settembre 2016 (giunta Tendas), dopo varie peripezie e lentezze burocratiche non tutte imputabili alla politica locale, l’appalto da 115mila euro per il rifacimento del tetto venne finalmente assegnato alla ditta umbra Varian. Il dirigente del settore lavori pubblici, Walter Murru, decise però di rimandare tutto di qualche mese per non far saltare la stagione agonistica. Intanto la Regione (giunta Pigliaru) si riprese 33mila euro di finanziamento, così come aveva fatto per una serie di altre opere pubbliche che non erano state completate entro il 2015, lasciando così scoperto il Comune che di suo aveva già stanziato 82mila euro. Nel giugno 2017, intanto, fa il suo esordio la giunta Lutzu. Deve trovare 32mila euro, ma dura oltre due anni la battuta di pesca al soldo nel piccolo mare di fondi a disposizione di quella che è stata ribattezzata, ironia della sorte, Unione dei Comuni dei Giganti – il basket non c’entra, perché il riferimento è alle statue di Mont ’e Prama –.
Intanto piove, il sindaco Andrea Lutzu litiga col presidente dell’Azzurra Basket, Roberto Martani, più via social network che di persona e al momento è stato possibile solo un intervento tampone per svuotare le gronde e le tubature. L’ultimo capitolo è che anche sabato 17 novembre, a basket non si è giocato. Meglio rinviare per non correre rischi di impraticabilità del campo e conseguente sconfitta a tavolino con annessa multa. Smettesse di piovere. (e.carta)
Ma non ci sono solo il campo e le tribune da occupare: chi progettò il palazzetto l’ha pensato anche come un luogo adatto a ospitare varie attività, tanto è vero che ci sono sale da usare come palestra, uffici, ristorante, attività commerciali. Quel che non è stato pensato è invece che in spogliatoio la squadra dovrebbe stare tutta insieme e guardarsi in faccia. Al posto dello stanzone bello largo, considerando magari che ci potrebbe finire dentro qualche “cristone” di più di due metri di altezza, sono spuntati dei tramezzi che lo dividono in due: impossibile per l’allenatore parlare alla squadra e contemporaneamente vedere tutti.
Nel frattempo ci sono da concludere lavori all’esterno, strade di ingresso e altre prescrizioni legate alla sicurezza durante i grandi eventi, ipotizzare che potrà servire un impianto di condizionamento d’aria. Visto lo stallo, ci sarà tempo per porvi rimedio. Il tempo invece è tiranno dall’altra parte della recinzione metallica. Il vecchio palazzetto di Sa Rodia fa infatti acqua da anni e stavolta di brutto. Nel settembre 2016 (giunta Tendas), dopo varie peripezie e lentezze burocratiche non tutte imputabili alla politica locale, l’appalto da 115mila euro per il rifacimento del tetto venne finalmente assegnato alla ditta umbra Varian. Il dirigente del settore lavori pubblici, Walter Murru, decise però di rimandare tutto di qualche mese per non far saltare la stagione agonistica. Intanto la Regione (giunta Pigliaru) si riprese 33mila euro di finanziamento, così come aveva fatto per una serie di altre opere pubbliche che non erano state completate entro il 2015, lasciando così scoperto il Comune che di suo aveva già stanziato 82mila euro. Nel giugno 2017, intanto, fa il suo esordio la giunta Lutzu. Deve trovare 32mila euro, ma dura oltre due anni la battuta di pesca al soldo nel piccolo mare di fondi a disposizione di quella che è stata ribattezzata, ironia della sorte, Unione dei Comuni dei Giganti – il basket non c’entra, perché il riferimento è alle statue di Mont ’e Prama –.
Intanto piove, il sindaco Andrea Lutzu litiga col presidente dell’Azzurra Basket, Roberto Martani, più via social network che di persona e al momento è stato possibile solo un intervento tampone per svuotare le gronde e le tubature. L’ultimo capitolo è che anche sabato 17 novembre, a basket non si è giocato. Meglio rinviare per non correre rischi di impraticabilità del campo e conseguente sconfitta a tavolino con annessa multa. Smettesse di piovere. (e.carta)
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