Allarme per una neonata: ha un’emorragia cerebrale
di Giusy Ferreli
La bimba trasferita a Cagliari. Da valutare i danni subìti: aperta un’inchiesta
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SASSARI. Il suo cuoricino impazzito ha raggiunto i 300 battiti al minuto e dell’emorragia cerebrale che l’ha colpita non si conosce ancora la gravità. Giovanna (questo è un nome di fantasia per tutelare la minore), una neonata di poche settimana, è monitorata costantemente dall’equipe medica del Policlinico di Monserrato dove è arrivata pochi giorni dopo la sua nascita avvenuta all’ospedale di Lanusei il 16 novembre. Le circostanze della sua nascita e le sue gravi condizioni di salute sono al centro di una dettagliata denuncia che i suoi giovanissimi genitori hanno presentato contro ignoti dopo il trasferimento d’urgenza della bimba, fatta venire alla luce a 35 settimane con il taglio cesareo, dal Nostra Signora della Mercede al polo universitario cagliaritano. A raccontare la storia della neonata, che potrebbe essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico per contrastare gli effetti dell’emorragia, è suo padre, un operaio in trasferta in Ogliastra. «La bimba – dice il giovane, originario di Uta – è stata fatta nascere a 35 settimane con un cesareo. Già qualche giorno prima però ho accompagnato la mia compagna nel reparto di Ginecologia perché accusava dolori al basso ventre». I primi riscontri sono positivi. «Dai tracciati – spiega - sembrava che fosse tutto a posto. Questo si è ripetuto per 5- 6 volte».
Il 15 novembre però succede qualcosa di inatteso. Secondo il racconto del giovane padre, l’ultimo tracciato ha evidenziato ben 10 contrazioni, contrazioni che quando si deve intervenire con un cesareo programmato, così come in questo caso, è meglio non ci siano. Nessuno però decide di intervenire. «Il 16 – prosegue - arrivo in ospedale e vengo a sapere che la bimba era nata, sebbene nessuno mi avesse avvisato». Non ci sono motivi di preoccupazione se non un piccolo segno sul volto della neonata. «L’unica cosa che noto – dice ancora l’uomo - è un livido nella guancia sinistra. Naturalmente chiedo spiegazioni e mi si dice che può capitare e che presto si riassorbirà. Cosa che succede nel giro di qualche giorno». Contento per il fiocco rosa che va a ingrandire una famiglia con altre due bimbe che aspettano impazienti la sorellina, l’operaio si sente dire che è tutto a posto. «Mamma e figlioletta stanno bene mi dicono e io sono tranquillo» racconta. Così mamma e papà si preparano a far ritorno a casa, in un appartamento del piccolo comune ogliastrino che la coppia ha scelto per risiedere dopo il trasferimento della famigliola in Ogliastra. Tutto è pronto per accogliere la piccola Giovanna. Il papà mette in macchina la culletta e arriva al Nostra signora della Mercede. Ma è nel momento più atteso, quello in cui si lascia l’ospedale per cominciare insieme una nuova vita, che arriva la doccia gelata. «La mia compagna scoppia in lacrime e mi dice che la bambina sta male e che è stata trasferita al Policlinico per un’emorragia al cervello». La disperazione assale la giovane coppia, il padre si confronta con il responsabile del reparto di Ginecologia e ostetricia del Nostra signora della Mercede, Augusto Tuligi. Chiede spiegazione ma ha poco tempo: parte immediatamente alla volta di Monserrato per stare accanto alla neonata. Giovanna sta male: è difficile ipotizzare l’entità dell’emorragia e bisogna attendere per sapere se sia il caso di operare o meno. E il giorno dopo, il 26 novembre, decide di presentarsi in caserma a Uta per sporgere denuncia alla quale allega una fotografia del livido sulla guancia della bimba. La denuncia raccolta dai carabinieri è contro ignoti. «Io – dice sconfortato il giovane - non voglio accusare nessuno. Voglio solo sapere se quello che è accaduto alla mia bambina sia imputabile a negligenza o sia dipeso da altro». C’è un fatto però che l’uomo non riesce ad accettare: il silenzio. «Tutto ciò – conclude - è accaduto ormai due settimana fa. La mia bimba sta ancora male ma da Lanusei non è giunta neanche una parola di chiarimento». E a questo punto è molto probabile che a far chiarezza ci pensi un'inchiesta della Procura di Lanusei.
Il 15 novembre però succede qualcosa di inatteso. Secondo il racconto del giovane padre, l’ultimo tracciato ha evidenziato ben 10 contrazioni, contrazioni che quando si deve intervenire con un cesareo programmato, così come in questo caso, è meglio non ci siano. Nessuno però decide di intervenire. «Il 16 – prosegue - arrivo in ospedale e vengo a sapere che la bimba era nata, sebbene nessuno mi avesse avvisato». Non ci sono motivi di preoccupazione se non un piccolo segno sul volto della neonata. «L’unica cosa che noto – dice ancora l’uomo - è un livido nella guancia sinistra. Naturalmente chiedo spiegazioni e mi si dice che può capitare e che presto si riassorbirà. Cosa che succede nel giro di qualche giorno». Contento per il fiocco rosa che va a ingrandire una famiglia con altre due bimbe che aspettano impazienti la sorellina, l’operaio si sente dire che è tutto a posto. «Mamma e figlioletta stanno bene mi dicono e io sono tranquillo» racconta. Così mamma e papà si preparano a far ritorno a casa, in un appartamento del piccolo comune ogliastrino che la coppia ha scelto per risiedere dopo il trasferimento della famigliola in Ogliastra. Tutto è pronto per accogliere la piccola Giovanna. Il papà mette in macchina la culletta e arriva al Nostra signora della Mercede. Ma è nel momento più atteso, quello in cui si lascia l’ospedale per cominciare insieme una nuova vita, che arriva la doccia gelata. «La mia compagna scoppia in lacrime e mi dice che la bambina sta male e che è stata trasferita al Policlinico per un’emorragia al cervello». La disperazione assale la giovane coppia, il padre si confronta con il responsabile del reparto di Ginecologia e ostetricia del Nostra signora della Mercede, Augusto Tuligi. Chiede spiegazione ma ha poco tempo: parte immediatamente alla volta di Monserrato per stare accanto alla neonata. Giovanna sta male: è difficile ipotizzare l’entità dell’emorragia e bisogna attendere per sapere se sia il caso di operare o meno. E il giorno dopo, il 26 novembre, decide di presentarsi in caserma a Uta per sporgere denuncia alla quale allega una fotografia del livido sulla guancia della bimba. La denuncia raccolta dai carabinieri è contro ignoti. «Io – dice sconfortato il giovane - non voglio accusare nessuno. Voglio solo sapere se quello che è accaduto alla mia bambina sia imputabile a negligenza o sia dipeso da altro». C’è un fatto però che l’uomo non riesce ad accettare: il silenzio. «Tutto ciò – conclude - è accaduto ormai due settimana fa. La mia bimba sta ancora male ma da Lanusei non è giunta neanche una parola di chiarimento». E a questo punto è molto probabile che a far chiarezza ci pensi un'inchiesta della Procura di Lanusei.
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