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Nuoro, i parenti di Dina Dore ai Rocca: «Proposta oltraggiosa»

di Giusy Ferreli
Nuoro, i parenti di Dina Dore ai Rocca: «Proposta oltraggiosa»

L’avvocata Busia critica le sorelle dell’omicida sulla rinuncia ai risarcimenti. «Diritto inviolabile, ma soprattutto richiesta offensiva nei confronti della bimba»

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NUORO. La richiesta di rinuncia al risarcimento fatta dalle sorelle e dalla madre di Francesco Rocca, il dentista di Gavoi condannato all’ergastolo per aver commissionato l’omicidio di sua moglie Dina Dore, è stata rispedita al mittente. Perché ritenuta oltraggiosa non solo nei confronti di chi ha perso in circostanze tragiche una figlia e una sorella ma anche nei confronti della loro figlioletta che rischia di non ottenere il risarcimento previsto dalla legge a tutela degli orfani di femminicidio.

«Trovo le dichiarazioni delle sorelle di Rocca assolutamente inaccettabili e offensive, non solo nei confronti dei familiari di Dina ma anche della bambina» è il commento dell’avvocata Anna Maria Busia, ispiratrice della legge a tutela degli orfani dei crimini domestici, che si è costituita in sede civile per conto dell’unica figlia della coppia, rimasta orfana in tenerissima età dopo l’omicidio della madre, avvenuto nel marzo 2008 nel garage della loro abitazione. «Mi rivolgo direttamente a loro: come vi permettete di disporre di un diritto inviolabile? Non è accettabile che i familiari di Dina debbano rinunciarvi anche perché tra loro c’era un legame fortissimo» dice Busia. Che ricorda il ruolo fondamentale della sorella della giovane madre di Gavoi.

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«Graziella si è battuta sino alla fine per arrivare alla verità, e con altrettanta forza sta cercando di tutelare sua nipote» incalza l’avvocata che si prepara a dare battaglia, e non solo in un’aula di giustizia. E la Graziella Dore domani, in Senato, sarà al fianco del legale ed ex consigliera regionale che nel 2016 portò avanti una battaglia politica per l’approvazione, nel 2018, della legge 4. La testimonianza diretta della sorella della giovane madre di Gavoi darà forza alle pressanti richieste dell’avvocata Busia che chiede l’applicazione della norma destinata, se applicata nella sua interezza, a tutelare, dopo anni di vuoto legislativo, gli orfani dei crimini domestici.

A due anni dalla sua entrata in vigore, il provvedimento legislativo, fortemente voluto dall’allora esponente del Centro democratico e rappresentanti del centrosinistra isolano, rimane parzialmente inapplicato perché mancano i decreti attutivi. «Se la prima parte è pienamente vigente – sottolinea Busia –, per ciò che riguarda la seconda mancano una serie provvedimenti a sostegno della sua applicazione». I decreti attuativi, tra l’altro, bloccherebbero sul nascere iniziative come quelle della madre e delle sorelle del dentista di Gavoi che, dopo aver intentato due cause civili allo scopo di far tornare il patrimonio nella disponibilità della famiglia a ristoro delle spese legali sostenute per la difesa di Rocca (800mila euro), hanno chiesto ai familiari della vittima di rinunciare alle richieste risarcitorie “per il bene della bambina”. L’iniziativa in programma a palazzo Madama è destinata a riportare l’attenzione su una norma che ha sì segnato un importante spartiacque in difesa dei minori, attende di essere applicata interamente.

«A fronte del segnale molto importante, arrivato sul fonte delle copertura finanziaria della legge da parte dell’attuale Governo che ha stanziato 12 milioni, rimangono irrisolte altre importanti questioni» sottolinea Busia. Le ultime vicende, che vedono le due famiglie contrapposte anche perché il provvedimento sul sequestro automatico dei beni di Rocca non si è potuto applicare in quanto la norma è stata approvata quando il procedimento penale si trovava in Cassazione, testimoniano l’importanza della legge 4 ma ci sono altri aspetti da tenere in considerazione. La bambina, ora 12enne, sa che suo padre è in carcere ma è ancora all’oscuro dei dettagli di una verità scritta nero su bianco nelle sentenze dei diversi gradi di giudizio. Una verità talmente cruda che i familiari, ancora sconvolti per il brutale omicidio, non se la sentono di raccontare alla loro sfortunata nipotina.
 

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