La Nuova Sardegna

Mozione del Consiglio regionale 

No all’aumento delle tariffe merci

No all’aumento delle tariffe merci

Levata di scudi contro il 30 per cento in più imposto dall’Europa

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CAGLIARI. La mozione è firmata da tutti i partiti e l’intenzione è quella di «occupare i porti se aumenteranno le tariffe per il trasporto delle merci via mare». È questa, in sintesi, la levata di scudi del Consiglio regionale davanti al rischio che – come imposto dall’Unione europea – le compagnie marittime debbano utilizzare un carburante meno ricco di zolfo e per questo più costoso. Sarebbe stato proprio questo maggior costo a far annunciare ai gruppi Moby-Tirrenia e Grimaldi un aumento del 30 per cento, a partire dal primo gennaio, nel costo del trasporto di auto, camion e autoarticolati. «Col nuovo anno, attraversare il mare costerebbe 40/50 euro in più per le autovetture e centinaia di euro in più per i mezzi di trasporto. Sono aumenti insostenibili, intorno ai 50 milioni in tutto, che si sommerebbero ai già gravosi pedaggi che pesano come macigni sulla nostra economia, sulla nostra mobilità e sulla nostra vita», è la dichiarazione del consigliere regionale sardista Giovanni Satta, che per primo ha firmato la mozione. La richiesta è una sola: «Sollecitare all’Unione europea il rinvio della direttiva che obbliga le compagnie marittime a utilizzare il nuovo carburante». Non sarà facile, ma tutti i partiti hanno firmato la mozione: «È una battaglia che dobbiamo portare avanti per tutti i sardi, o ci sarà il rischio che la Sardegna sia ancor più isolata», fanno sapere dal gruppo del Pd, con il consigliere regionale Cesare Moriconi. La mozione sarà discussa domani all’inizio della tre giorni in aula prima delle vacanze natalizie. Il punto forte è questo: «La Regione deve avviare tutte le iniziative nei confronti del Governo nazionale e della Commissione europea, per scongiurare un aggravio di costi dei trasporti via mare, che determinerebbe un isolamento ancora maggiore per i sardi e un disastro per la nostra economia e in particolare per due settori trainanti come il commercio e il turismo». Bisognerà vedere però quale sarà la risposta di Bruxelles alla levata di scudi del Consiglio regionale.

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