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Più equa e redditizia: verso la tassa di sbarco

Più equa e redditizia: verso la tassa di sbarco

Federalberghi e Confcommercio a favore del balzello che potrebbe sostituire l’imposta di soggiorno

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CAGLIARI. Se imposta dovrà esserci, meglio che sia allo sbarco, e quindi pagata una volta sola dai turisti, non giornaliera come quella di soggiorno. Lo hanno detto i portavoce di Federalberghi e Confcommercio nell’aula della commissione attività produttive del Consiglio regionale, che ha in carico la proposta di legge presentata da Antonello Peru del gruppo Udc-Cambiamo. «La tassa di sbarco – hanno detto – sarebbe molto più equa e tra l’altro consentirebbe anche ai Comuni che non hanno ancora una vocazione turistica di avere a disposizione più risorse per lo sviluppo turistico». Il parere è favorevole, ma «a patto che la tassa sia una sola e non cumulata con quella di soggiorno ora applicata da diversi Comuni costieri». Nonostante questa presa di posizione, nella maggioranza di centrodestra c’è chi continua a essere contrario. È il caso del consigliere regionale leghista Andrea Piras, che ha ribadito questo concetto: «I turisti vanno conquistati, non certo allontanati con nuove imposte». Contraria anche la Confesercenti: «Il rischio è che una nuova tassa metta un freno improvviso al tentativo degli albergatori di stare a galla». Anche il Pd, con Roberto Deriu, ha detto di essere contrario: «L’impatto di sicuro sarebbe negativo, con effetti preoccupanti sul mercato degli arrivi e delle presenze». Però dal fronte della maggioranza è arrivata la replica di Piero Maieli del Psd’Az, presidente della commissione: «La tassa di sbarco, intorno ai 2-5 euro, sarebbe invece molto più favorevole per i turisti. La pagherebbero all’arrivo una volta sola, e comunque garantirebbe alla Sardegna un maggior gettito di 50 milioni, contro gli attuali 3,6 dell’imposta di soggiorno. Tra l’altro la nuova imposta sarebbe distribuita poi fra tutti i Comuni, sia delle zone interne sia costieri, per migliorare l’ospitalità e i servizi, mentre oggi la tassa di soggiorno è incassata solo dalle amministrazioni comunali che la applicano». Anche l’assessore al turismo, Gianni Chessa, ha detto sì alla nuova imposta: «È arrivato il momento di prevedere anche in Sardegna un contributo d’ingresso come accade in tutto il resto del mondo, perché i turisti sono disponibili a pagare se poi in cambio avranno più servizi a disposizione, e dev’essere quello l’obiettivo da raggiungere». Non ci sono state controindicazioni neanche da parte dell’Associazione dei Comuni. «L’importante – ha detto il presidente Emiliano Deiana – sarà trovare un punto d’incontro con le amministrazioni comunali che oggi applicano la tassa di soggiorno per garantire agli stessi Comuni lo stesso gettito fiscale». La commissione attività produttive ora dovrà studiare il meccanismo per far pagare l’eventuale imposta di sbarco nei porti e negli aeroporti, oppure potrebbe essere caricata sin dall’inizio sui biglietti aerei e navali.



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