Air Italy, allarme della Cgil sulla sede di Olbia: «Subito un confronto»
Il segretario della Filt, Boeddu, chiede l’apertura di un tavolo ministeriale «Si devono rispettare gli accordi»
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SASSARI. Un Natale in trincea per i sindacati che mantengono la attenzione massima davanti al tema trasporti.
Al centro c’è sempre il doppio intreccio tra la continuità territoriale aerea e lo stato di salte di Alitalia e Air Italy.
E la compagnia di Olbia rimane ancora tema caldo. Il segretario della Cgil Trasporti, Arnaldo Boeddu respinge qualsiasi ipotesi di cassa integrazione per i dipendenti. Possibilità che in modo informale continua a circolare, ma che per Boeddu sarebbe sbagliato sostendere. «È necessario ripartire da alcuni punti fermi – spiega –. Per prima cosa il rispetto degli accordi sottoscritti con Air Italy al Mise, in presenza dei rappresentanti del Mit de ella Regione in cui sono contenuti tutti quegli elementi che avrebbero dovuto rilanciare la compagnia e sviluppare il network con l’arrivo di nuovi aerei e l’assunzione del personale uscito dal perimetro aziendale. È indispensabile che, come avvenuto le vertenze (Accelor Mittal e Whirpool, tutte le parti che hanno sottoscritto l’accordo vengano convocate al tavolo ministeriale per una verifica dell’applicazione degli impegni. Per il momento mi pare siano stati tutti disattesi». Boeddu fa capire come la partita sulla continuità sia essenziale per garantire la presenza delle compagnie nell’isola. «Si devono avere ampie garanzie sulla partecipazione di Air Italy e Alitalia ai nuovi bandi della Ct1 per tutti e tre gli scali sardi. E la Regione si deve muovere già da ora per ottenere la proroga dell’attuale regime di Continuità. È evidente che i tempi per l’entrata in vigore della nuova Ct1 rischino di essere troppo stretti». E Boeddu sul piatto delle rivendicazione mette anche altri aspetti. «Sono necessari investimenti nel settore della manutenzione degli aerei aprendo, così come avvenuto in passato, a quote azionarie da cedere alla Regione. Nello stesso tempo si deve consolidare il call center di Olbia e riaffidare alla sede storica tutte le attività tecniche amministrative che di recente sono state spostate a Malpensa».
Boeddu ricorda anche un altro passaggio doloroso. «Con l’accordo del giugno 2016 le organizzazioni sindacali hanno subito, e non sottoscritto, il licenziamento collettivo. Già da allora dicevo che il rilancio di una compagnia non poteva avvenire con il licenziamento collettivo».
Al centro c’è sempre il doppio intreccio tra la continuità territoriale aerea e lo stato di salte di Alitalia e Air Italy.
E la compagnia di Olbia rimane ancora tema caldo. Il segretario della Cgil Trasporti, Arnaldo Boeddu respinge qualsiasi ipotesi di cassa integrazione per i dipendenti. Possibilità che in modo informale continua a circolare, ma che per Boeddu sarebbe sbagliato sostendere. «È necessario ripartire da alcuni punti fermi – spiega –. Per prima cosa il rispetto degli accordi sottoscritti con Air Italy al Mise, in presenza dei rappresentanti del Mit de ella Regione in cui sono contenuti tutti quegli elementi che avrebbero dovuto rilanciare la compagnia e sviluppare il network con l’arrivo di nuovi aerei e l’assunzione del personale uscito dal perimetro aziendale. È indispensabile che, come avvenuto le vertenze (Accelor Mittal e Whirpool, tutte le parti che hanno sottoscritto l’accordo vengano convocate al tavolo ministeriale per una verifica dell’applicazione degli impegni. Per il momento mi pare siano stati tutti disattesi». Boeddu fa capire come la partita sulla continuità sia essenziale per garantire la presenza delle compagnie nell’isola. «Si devono avere ampie garanzie sulla partecipazione di Air Italy e Alitalia ai nuovi bandi della Ct1 per tutti e tre gli scali sardi. E la Regione si deve muovere già da ora per ottenere la proroga dell’attuale regime di Continuità. È evidente che i tempi per l’entrata in vigore della nuova Ct1 rischino di essere troppo stretti». E Boeddu sul piatto delle rivendicazione mette anche altri aspetti. «Sono necessari investimenti nel settore della manutenzione degli aerei aprendo, così come avvenuto in passato, a quote azionarie da cedere alla Regione. Nello stesso tempo si deve consolidare il call center di Olbia e riaffidare alla sede storica tutte le attività tecniche amministrative che di recente sono state spostate a Malpensa».
Boeddu ricorda anche un altro passaggio doloroso. «Con l’accordo del giugno 2016 le organizzazioni sindacali hanno subito, e non sottoscritto, il licenziamento collettivo. Già da allora dicevo che il rilancio di una compagnia non poteva avvenire con il licenziamento collettivo».
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