Esclusi dalle borse di studio a Sassari monta la protesta
Il consigliere Pd Deriu: l’Ersu viola il diritto all’istruzione, intervenga Solinas Giurisprudenza fuori per cavilli burocratici: c’è chi pensa alla rinuncia agli studi
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SASSARI. Seicentoundici studenti dell’università di Sassari hanno diritto alla borsa di studio, ma per questioni burocratiche non sono stati inseriti nell’elenco dei beneficiari. Un caso sollevato nelle scorse settimane dal consigliere del Pd, Roberto Deriu, e che l’assessore alla Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu, aveva garantito di risolvere in tempi brevi. A fine anno, invece, l’Ersu non ha ancora aggiornato l’elenco e quegli studenti, per quanto idonei, continuano a non essere beneficiari della borsa. A questi 611 bisogna poi aggiungerne una cinquantina, tutti di Giurisprudenza, che invece sono stati ritenuti non idonei per un cavillo burocratico e anch’essi attendono una marcia indietro dell’Ersu che però tarda ad arrivare. Ed è proprio a questi studenti dell’ateneo sassarese che Deriu ha dedicato il post di Natale su Facebook. «Vorrei fare gli auguri a quei 611 studenti che hanno diritto alla borsa di studio all’Università di Sassari, e ai quali l’azione congiunta della giunta regionale e dell’ente del diritto allo studio hanno sinora negato il beneficio del quale, hanno per l’appunto diritto. Insieme a loro, ci sono altri 50 e forse più, che non sono stati nemmeno considerati idonei alla borsa per uno stupido fraintendimento tra università ed ente. Penso a loro non con apprensione o con pena, ma con indignazione, perché nessuna delle autorità preposte ha fino ad ora operato per tutelare i loro diritti, anche se io, insieme al Pd e all’opposizione in Consiglio regionale abbiamo prima avvertito, poi protestato e adesso denunciato ciò che accade. Mi dispiace davvero – ha concluso Deriu – mi vergogno profondamente per ciò che la Repubblica sta consentendo che accada a voi, violando il vostro diritto e dando un cattivo esempio a tutti. Spero che qualcuno legga questo messaggio, che questo qualcuno sia il presidente della Regione, che si vergogni insieme a me, e che faccia finalmente qualcosa».
Intanto, gli studenti di Giurisprudenza esclusi dagli elenchi delle borse di studio continuano a chiedere all’Ersu di fare un passo indietro. «È passato un mese da quando abbiamo agito tramite ricorso in autotutela nei confronti dell’Ersu, ente che dovrebbe garantire il diritto allo studio – scrivono in una nota –. Siamo stati esclusi nella graduatoria definitiva per mancanza di crediti, di cui in realtà siamo in possesso. A oltre un mese dal ricorso non abbiamo ricevuto risposta alcuna, nonostante ci siamo messi a disposizione per ulteriori chiarimenti con l’Ente. Ente che, comportandosi in questa maniera, sta negando il diritto che dovrebbe tutelare in quanto, per via di quest’incomprensione, molti studenti non hanno più la possibilità di studiare, e dunque, si trovano costretti a procedere con la rinuncia agli studi. L’Ente, comportandosi in questa maniera, non fa altro che scoraggiare gli studenti a percorrere la carriera universitaria, che già di per se è faticosa, anche per via del costo economico che non tutte le famiglie son in grado di sopportare. Oltretutto, c’è da dire che gli studenti, avendo conseguito tali crediti, si sono impegnati e non sarebbe giusto escluderli in quanto il loro dovere è stato fatto». (al.pi.)
Intanto, gli studenti di Giurisprudenza esclusi dagli elenchi delle borse di studio continuano a chiedere all’Ersu di fare un passo indietro. «È passato un mese da quando abbiamo agito tramite ricorso in autotutela nei confronti dell’Ersu, ente che dovrebbe garantire il diritto allo studio – scrivono in una nota –. Siamo stati esclusi nella graduatoria definitiva per mancanza di crediti, di cui in realtà siamo in possesso. A oltre un mese dal ricorso non abbiamo ricevuto risposta alcuna, nonostante ci siamo messi a disposizione per ulteriori chiarimenti con l’Ente. Ente che, comportandosi in questa maniera, sta negando il diritto che dovrebbe tutelare in quanto, per via di quest’incomprensione, molti studenti non hanno più la possibilità di studiare, e dunque, si trovano costretti a procedere con la rinuncia agli studi. L’Ente, comportandosi in questa maniera, non fa altro che scoraggiare gli studenti a percorrere la carriera universitaria, che già di per se è faticosa, anche per via del costo economico che non tutte le famiglie son in grado di sopportare. Oltretutto, c’è da dire che gli studenti, avendo conseguito tali crediti, si sono impegnati e non sarebbe giusto escluderli in quanto il loro dovere è stato fatto». (al.pi.)
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