La Nuova Sardegna

Botte e insulti in discoteca prima dell’accoltellamento

di Gianni Bazzoni
Botte e insulti in discoteca prima dell’accoltellamento

Elias e Fresi si erano affrontati anche la notte dell’omicidio, poi il tragico epilogo

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Una vecchia storia mai risolta, e ogni volta che si incontravano era l’occasione per cercare di regolare i conti. Con una conclusione che non arrivava mai. Anche nella notte tra Natale e Santo Stefano al Blu Star di Ossi, in mezzo a tanta gente che pensava solo a festeggiare, Giovanni Fresi e Giuseppe Dibo Elias si erano fronteggiati a muso duro. Ed erano volati colpi. Aveva avuto la meglio Giovanni, e come in altre situazioni simili Giuseppe se n’era andato sotto gli sguardi dei curiosi e qualche risata di troppo.

Stavolta però il finale è tragico. Perchè quando il giovane è ricomparso dentro la discoteca aveva un coltello da macellaio lungo una trentina di centimetri e si è ritagliato da solo la parte del più forte: ha colpito due volte con tutta la forza, prima al braccio e poi all’addome del suo rivale. Giuseppe Dibo Elias ha ucciso Giovanni Fresi per qualcosa di più di quella presunta rivalità in amore (avrebbe insidiato la ex), magari neanche per un vecchio debito del quale al momento non è stata trovata traccia. Solo odio covato e macinato giorno per giorno, e ogni volta che quel ragazzo della sua età gliele dava di santa ragione quel giorno della vendetta deve essere sembrato sempre più vicino. Fino alla tragedia del giorno di Natale.

Ci sono ancora troppe cose che le indagini sviluppate dai carabinieri del comando provinciale devono chiarire, e diverse risposte arriveranno dall’analisi dei tabulati dei telefonini sequestrati (quelli della vittima e dell’omicida, ma anche quello della 19enne che è stata sentita a lungo dagli investigatori).

I carabinieri devono stabilire se il racconto della ragazza (riportato anche in una intervista resa alla Nuova) merita degli approfondimenti. Lei era stata la “donna” di Giuseppe Dibo Elias, ma da un mese il rapporto si era interrotto (“mi aveva mollato lui”, ha raccontato la 19enne). Di Giovanni Fresi ha detto che le aveva rotto le scatole, ma la ragazza ha sottolineato di non essere lei il problema tra i due: «C’erano altri problemi, vecchie storie irrisolte». Quelle che ogni volte che Giuseppe e Giovanni si trovavano (non solo in discoteca) facevano esplodere la violenza.

Giuseppe Dibo Elias è attualmente rinchiuso nel carcere di Bancali con l’accusa di omicidio volontario e il titolare dell’inchiesta AngeloBeccu attende ulteriori sviluppi e l’esito delle perizie prima di adottare eventuali altre iniziativa.

Oggi intanto, alle 10.30, il Gip del tribunale di Sassari Michele Contini ha fissato l’interrogatorio di garanzia in carcere per Giuseppe Dibo Elias (difeso dagli avvocati Gabriele e Luigi Satta). E oggi si capirà anche quale strategia i legali hanno deciso di adottare: cioè se il loro assistito risponderà alle domande del giudice o se invece sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere in attesa del processo. Sempre nella mattinata di oggi è prevista l’autopsia sul corpo di Giovanni Fresi: l’incarico è stato affidato al medico legale Francesco Serra e si svolgerà all’Istituto di Patologia forense dell’università di Sassari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative