La Nuova Sardegna

Pelle e ossa, veglia il compagno di avventure

di Roberto Petretto
Pelle e ossa, veglia il compagno di avventure

Salvato dalla Lida di Olbia il cagnetto Epifanio: ferito, era accucciato accanto all’amico morto

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OLBIA. Lo hanno chiamato Epifanio, perché si è “manifestato” nel giorno dell’Epifania. Era denutrito, ferito a una zampa, impaurito e diffidente. Ma soprattutto era vicino al corpo senza vita di quello che forse era il suo compagno di avventure e di sventure: un grosso cane simil-maremmano, morto già da alcuni giorni. Entrambi erano adagiati su un telo sporco e liso, alla periferia di Olbia dalle parti di Venafiorita. Un uomo, passando da quelle parti, ha notato solo Epifanio, ha visto che zoppicava e ha tentato di soccorrerlo. Ma il cane era troppo impaurito e non si lasciava avvicinare. Così il soccorritore ha chiesto aiuto alla Lida: «Abbiamo tentato di chiamare la polizia locale, ma forse erano impegnati in altri servizi e non ci hanno risposto – dice Cosetta Prontu, responsabile del rifugio gestito dalla Lida –. Allora siamo andati sul posto e abbiamo trovato questo cagnetto ridotto pelle e ossa, che ringhiava contro chiunque tentasse di avvicinarsi. Stava lì, accucciato vicino al corpo di un altro cane, ormai in stato di decomposizione. Dopo molti tentativi e non senza fatica siamo riusciti a prendere il cane sofferente e lo abbiamo portato al rifugio. Lo abbiamo chiamato Epifanio».

Ora il cane è al sicuro: ha una frattura alla zampa anteriore destra ed è gravemente denutrito, ma è circondato da persone che gli vogliono bene e che si prenderanno cura di lui. «Purtroppo viviamo un’emergenza quotidiana – dice Cosetta Prontu –. Siamo di fronte a una inciviltà che sembra sempre più grande. Sui social tutti si dicono amici degli animali, ma la verità è che noi in questa dura missione che ci siamo scelti siamo soli. Dalla parte pubblica non abbiamo una diaria giornaliera per ciascun cane, ma un rimborso forfettario. Viviamo di donazioni, che però arrivano per la maggior parte da fuori Sardegna. Senza queste donazioni non esisteremmo».

Il rifugio della Lida di Olbia assiste attualmente più di 850 animali, tra cani e gatti, per i quali peraltro non esistono contributi pubblici. All’interno del rifugio operano 12 persone più 2 veterinari. «Per la mole di lavoro che c’è – dice ancora Cosetta Prontu – uno solo non basterebbe».

Solo per nutrire i cani sani servono 20 sacchi di crocchette da quindici chili ciascuno. «Per ogni animale che salviamo – conclude Cosetta Prontu – proviamo una gioia immensa. Perderne uno ci porta via il cuore».

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