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Cagliari, morto in ospedale: si indaga per omicidio

Cagliari, morto in ospedale: si indaga per omicidio

La Procura ha aperto un fascicolo sul pensionato 74enne deceduto all’ospedale Marino

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CAGLIARI. «Un mesetto di degenza tra letto e poltrona e tornerà come nuovo» aveva assicurato un’infermiera ai suoi familiari, preoccupati. E a ragione perché il paziente, ricoverato per una banale caduta domestica e a cui era stata diagnosticata la probabile micro frattura di una qualche vertebra, non è più uscito vivo dall’ospedale: nell’arco di poche ore è andato in arresto cardiaco ed è spirato.

La novità è che la Procura di Cagliari ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo a seguito della morte del pensionato di 74 anni, deceduto il 2 gennaio scorso all'ospedale Marino dopo una caduta dalle scale. A mettere in moto la magistratura è stata la famiglia della vittima con un esposto. Già effettuata l'autopsia, si attendono ora i risultati entro i prossimi 60 giorni. Nel frattempo il fascicolo aperto dal pm di turno Nicola Giua Marassi è stato assegnato al pool che si occupa di colpe mediche. I familiari non si spiegano il decesso e si sono rivolti anche ad uno studio specializzato in infortunistica per raccogliere elementi utili all'inchiesta. La mattina del 2 gennaio il pensionato era caduto dalle scale mentre stava ritinteggiando una parte dell'abitazione di Domus De Maria, dove viveva con la moglie. Chiamato il 118, il paziente era stato portato al Marino: durante il trasporto era vigile e collaborativo, e dopo il passaggio al pronto soccorso era stato trasferito in Ortopedia. Secondo quanto ricostruito nell'esposto, i medici avrebbero diagnosticato una microfrattura ad alcune vertebre del bacino.

La moglie, la figlia e il suo compagno, però, erano allarmati da alcuni sintomi di cui hanno chiesto più volte spiegazione: il paziente, oltre alle algie alla schiena, avvertiva molto freddo, sudava abbondantemente, provava nausea, formicolio a un piede, gonfiore a una gamba. E il suo viso era sempre più giallo e smunto. Tutti elementi ritenuti però “normali” dai sanitari e compatibili con il trauma subìto. Sta di fatto che alle 16.30 i familiari del 74enne lo hanno lasciato, sempre perfettamente cosciente, per un paio d’ore per andare a casa a prendere alcuni indumenti per la degenza. Ma quando la figlia e il compagno, alle 19.15, sono tornati nella stanza del padre per portargli la valigia, non l’hanno più trovato. Era già morto, alle 18.55, in Rianimazione. Come hanno loro riferito tre medici, tra cui un rianimatore, il paziente, mentre si trovava nella sala per sottoporsi all’esame della Tac, evidentemente anticipato, era stato improvvisamente colto da arresto cardiaco e a nulla erano valsi i tentativi di salvarlo, con oltre un’ora e mezza di massaggio cardiaco e sette fiale di adrenalina. Ora toccherà alla Procura scoprire cosa sia accaduto la sera del 2 gennaio.



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