Alghe e pesce in valigia bloccato passeggero cinese

Trenta chili di alimenti in cattivo stato di conservazione. L’allarme virus

SASSARI. I prodotti di origine vegetale che siano freschi o surgelati risultano nella lista dei meno “sorvegliati” e generalmente entrano in Europa senza alcun tipo di controllo. Accade anche ad Alghero dove, però, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Sassari (in servizio presso la Sezione operativa territoriale dell’aeroporto “Riviera del Corallo” di Alghero) che operano in stretta collaborazione con i militari della guardia di finanza della compagnia di Alghero, da tempo hanno alzato il livello di verifica sui prodotti in arrivo dalla Cina per contrastare i traffici illeciti.

Di sequestri ce ne sono già stati e l’attenzione resta alta, specie in questo periodo che dalla Cina rimbalza l’allarme per il coronavirus (che ha già causato 6 morti).

Nell’ambito di una delle attività, i funzionari in servizio all’aeroporto hanno sequestrato 30 chili di prodotti alimentari (vegetali e pesce) in cattivo stato di conservazione, privi di etichetta e di certificazione sanitaria.

Gli alimenti sono stati rinvenuti nella valigia di un passeggero di nazionalità cinese, proveniente dalla Cina via Roma Fiumicino. Proprio nello scalo romano da domani verranno adottati ulteriori accorgimenti con l’impiego di scanner per misurare la febbre ai viaggiatori che arrivano da Wuhan e mascherine. Sia i prodotti ittici che quelli vegetali (sostanzialmente alghe) sono stati sottoposti a sequestro perchè dagli accertamenti è risultato che «non risultavano soddisfatti i requisiti di polizia sanitaria» e pertanto erano inidonei al consumo umano.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 4 del Decreto Legislativo 214/2005 e in attuazione della Direttiva 2002/89/CE, il sequestro degli alimenti vegetali ha evitato l’introduzione e la diffusione nella Comunità di microorganismi pericolosi.

Quello eseguito all’aeroporto di Alghero nei confronti del cittadino cinese che è arrivato in Sardegna dopo avere fatto scalo a Fiumicino è un controllo di routine ma mette in evidenza l’attenzione con cui operano i funzionari dell’Agenzia delle Dogane in piena sinergia con le forze di polizia (in questo caso la guardia di finanza della compagnia di Alghero).

I 30 chili di prodotti (vegetali e pesce) infatti dovranno essere distrutti perchè non idonei per il consumo umano, ma intanto avevano già superato lo sbarramento europeo e nazionale, nel senso che il passeggero cinese non aveva avuto alcun problema a passare i controlli a Fiumicino.

Il sequestro effettuato ad Alghero ha suscitato particolare interesse forse proprio per il livello di allarme diffuso per il nuovo coronavirus.

«Purtroppo il virus ha scelto il momento peggiore per saltare fuori: il 25 gennaio è il Capodanno cinese, che corrisponde all'unico lungo periodo di ferie per i cinesi e viene sfruttato solitamente per viaggiare, anche all'estero – ha detto il microbiologo Roberto Buioni – . Per cui, siccome da Wuhan arrivano in Italia tre voli a settimana, io consiglierei al ministro della Salute una grandissima attenzione agli aeroporti».

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