La maggioranza si allarga Solinas convoca l’ex M5s
di Umberto Aime
La consigliera Fancello ha partecipato alla riunione con l’intero centrodestra Il governatore: dobbiamo accelerare i tempi. Priorità a Piano casa e finanziaria
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CAGLIARI. La novità salta fuori ancor prima che cominci i vertice di maggioranza sulla Finanziaria e molto altro ancora. Fra i consiglieri regionali del centrodestra, convocati dal governatore Solinas, c’è anche l’ex M5s Elena Fancello. Andata via, a novembre, sbattendo la porta, ora è diventata lei il voto numero 37 del centrodestra. È ufficiale. Non è un colpo di scena, ma poco ci manca, perché il resto del conclave ha svelato ancora solo qualche scampolo delle prossime mosse, contabili e non, di chi governa la Regione. C’è stata la relazione introduttiva del presidente, una sorta di ceck point undici mesi dopo la vittoria elettorale, poi gli interventi a raffica di consiglieri e assessori. La sintesi delle tre ore abbandonanti potrebbe essere questa: «Collegialità in tutto e su tutto». Il patto di sangue è stato sottoscritto, dovrà durare cinque anni e non sono ammesse defezioni, al massimo altri acquisti in corsa. Per la verità, in questo esordio di mandato, qualche strappo c’è stato, anche se Solinas finora è riuscito a rammendare sempre tutto. Comunque, più che del passato, il vertice è servito per parlare di futuro.
Il cronoprogramma. Da oggi in poi, è stato l’ordine-appello lanciato dal governatore, «dobbiamo accelerare i tempi». Il primo passo sarà l’ultima bozza del Piano casa, poi la Finanziaria, o viceversa, e a ruota le altre riforme: sanità, restaurazione delle Province e riorganizzazione del sistema Regione. Le indiscrezioni fanno sapere che alla chiamata alle armi hanno risposto «presente» tutti i consiglieri. Erano una trentina, sempre giustificati i pochi assenti, e seduti in sala senza un ordine preciso, nello stesso auditorium dove, a settembre, Solinas aveva annunciato con successo il ritorno delle Aziende sanitarie al posto dell’Ats. Anche stavolta, come allora, ha chiesto il segreto più assoluto su «quello che ci siamo detti».
Clima buono. Anzi, ottimo. Oltre non sono andati, nei commenti finali, i partecipanti, anche se pare una strigliata ci sia stata da parte del presidente. In questi mesi, nelle commissioni del Consiglio regionale, non sempre la maggioranza è stata capace di garantire il numero legale e qualche rinvio inaspettato c’è stato. L’ultimo caso ventiquattr’ore fa, con la discussione sulla legge che dovrebbe far rinascere i consigli d’amministrazione negli enti, spostata a giovedì. «Non dovrà più accadere», è stato il monito arrivato da Solinas, condiviso dai capigruppo e metabolizzato dai consiglieri. Proprio sulla strategia del «gioco di squadra continuo» che ha fatto leva il presidente in ogni passaggio e anche nelle risposte che ha dovuto dare alle domande (zero le contestazioni, almeno pare) arrivate dalle tribune. Però il gruppo dei galluresi gli ha fatto sapere che sulla «nostra Provincia i tempi dovranno essere molti più rapidi rispetto a quelli delle altre ancora da immaginare e costruire». L’impegno è stato preso anche su questo. Sul resto la maggioranza ha confermato che farà quadrato, sempre, e mai dovranno esserci incomprensioni fra la Giunta e i consiglieri dell’alleanza. Ancora meno dovranno saltar fuori eventuali contraddizioni fra quanto deliberato dagli assessori e quanto proposto dalla maggioranza in aula: emendamenti costruttivi sì, ma non stravolgimenti.
Coro finale. A tarda sera Solinas dirà: «È stato un incntro molto positivo. Abbiamo tracciato il percorso per affrontare una stagione molto intensa. La fase di riscaldamento è finita». Franco Mula, capogruppo dei sardisti, aggiungerà: «Abbiamo stretto i bulloni del motore, correremo più veloci e c’incontreremo più spesso». Stefano Tunis di Sardegna 20Venti sarà più loquace: «È una maggioranza giovane che finora ha lavorato con entusiasmo e continuerà a farlo».
Lavoro e spopolamento. I temi caldi in agenda, si sa, sono diversi forse persino troppi. Ma su due, oltre le riforme in corso, è stato sollecitato il massimo della condivisione. A cominciare dal Piano strategico per l’occupazione, che gli assessori Giuseppe Fasolino e Alessandra Zedda hanno presentato dovunque e a chiunque, anche se sulla portata effettiva degli investimenti non ci sono ancora certezze. «La nostra Finanziaria – è stato detto a metà del confronto – dovrà essere caratterizzata da investimenti efficaci, mirati e caratterizzati da una forte identità». In sostanza, legati fra loro da quel filo d’orbace (la sardità) evocato più volte dal presidente il giorno dell’insediamento. Poi c’è lo spopolamento di cui poco prima l’assessore Fasolino aveva parlato con i rappresentanti dei Comuni. Ci sarà un piano straordinario – è stato confermato – che dovrà fermare la fuga dai paesi dell’interno. Su come l’intervento potrebbe essere strutturato lo si saprà nei prossimi giorni quando la Finanziaria sarà consegnata al Consiglio. Forse a fine gennaio, o al più tardi a febbraio.
Il cronoprogramma. Da oggi in poi, è stato l’ordine-appello lanciato dal governatore, «dobbiamo accelerare i tempi». Il primo passo sarà l’ultima bozza del Piano casa, poi la Finanziaria, o viceversa, e a ruota le altre riforme: sanità, restaurazione delle Province e riorganizzazione del sistema Regione. Le indiscrezioni fanno sapere che alla chiamata alle armi hanno risposto «presente» tutti i consiglieri. Erano una trentina, sempre giustificati i pochi assenti, e seduti in sala senza un ordine preciso, nello stesso auditorium dove, a settembre, Solinas aveva annunciato con successo il ritorno delle Aziende sanitarie al posto dell’Ats. Anche stavolta, come allora, ha chiesto il segreto più assoluto su «quello che ci siamo detti».
Clima buono. Anzi, ottimo. Oltre non sono andati, nei commenti finali, i partecipanti, anche se pare una strigliata ci sia stata da parte del presidente. In questi mesi, nelle commissioni del Consiglio regionale, non sempre la maggioranza è stata capace di garantire il numero legale e qualche rinvio inaspettato c’è stato. L’ultimo caso ventiquattr’ore fa, con la discussione sulla legge che dovrebbe far rinascere i consigli d’amministrazione negli enti, spostata a giovedì. «Non dovrà più accadere», è stato il monito arrivato da Solinas, condiviso dai capigruppo e metabolizzato dai consiglieri. Proprio sulla strategia del «gioco di squadra continuo» che ha fatto leva il presidente in ogni passaggio e anche nelle risposte che ha dovuto dare alle domande (zero le contestazioni, almeno pare) arrivate dalle tribune. Però il gruppo dei galluresi gli ha fatto sapere che sulla «nostra Provincia i tempi dovranno essere molti più rapidi rispetto a quelli delle altre ancora da immaginare e costruire». L’impegno è stato preso anche su questo. Sul resto la maggioranza ha confermato che farà quadrato, sempre, e mai dovranno esserci incomprensioni fra la Giunta e i consiglieri dell’alleanza. Ancora meno dovranno saltar fuori eventuali contraddizioni fra quanto deliberato dagli assessori e quanto proposto dalla maggioranza in aula: emendamenti costruttivi sì, ma non stravolgimenti.
Coro finale. A tarda sera Solinas dirà: «È stato un incntro molto positivo. Abbiamo tracciato il percorso per affrontare una stagione molto intensa. La fase di riscaldamento è finita». Franco Mula, capogruppo dei sardisti, aggiungerà: «Abbiamo stretto i bulloni del motore, correremo più veloci e c’incontreremo più spesso». Stefano Tunis di Sardegna 20Venti sarà più loquace: «È una maggioranza giovane che finora ha lavorato con entusiasmo e continuerà a farlo».
Lavoro e spopolamento. I temi caldi in agenda, si sa, sono diversi forse persino troppi. Ma su due, oltre le riforme in corso, è stato sollecitato il massimo della condivisione. A cominciare dal Piano strategico per l’occupazione, che gli assessori Giuseppe Fasolino e Alessandra Zedda hanno presentato dovunque e a chiunque, anche se sulla portata effettiva degli investimenti non ci sono ancora certezze. «La nostra Finanziaria – è stato detto a metà del confronto – dovrà essere caratterizzata da investimenti efficaci, mirati e caratterizzati da una forte identità». In sostanza, legati fra loro da quel filo d’orbace (la sardità) evocato più volte dal presidente il giorno dell’insediamento. Poi c’è lo spopolamento di cui poco prima l’assessore Fasolino aveva parlato con i rappresentanti dei Comuni. Ci sarà un piano straordinario – è stato confermato – che dovrà fermare la fuga dai paesi dell’interno. Su come l’intervento potrebbe essere strutturato lo si saprà nei prossimi giorni quando la Finanziaria sarà consegnata al Consiglio. Forse a fine gennaio, o al più tardi a febbraio.
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