Abbigliamento in Consiglio regionale, è scontro
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Desirè MancaManca, M5s: io nel mirino. Schirru, Psd’Az: no, gli uomini indossino la cravatta
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CAGLIARI. In Consiglio regionale è «indispensabile che tutti indossino un abbigliamento rispettoso delle istituzioni». Il sardista Stefano Schirru s’è fatto avanti con queste parole in una della ultime riunioni della giunta per il regolamento. «Non è soltanto una questione d’immagine. Qui parliamo soprattutto di sostanza», ha aggiunto. Però l’invito, destinato a tutti i colleghi e a tutte le colleghe, dalla capogruppo dei Cinque stelle, Desirè Manca, è stato letto come un attacco personale e sessista. Dopo essere finita nel mirino di alcuni presunti benpensanti della Rete, all’inizio della legislatura per i suoi décolleté, ha scritto su Facebook: «Un collega (lei non fa il nome di Schirru) ha chiesto al presidente del Consiglio una puntuale applicazione dell’articolo che riguarda l’abbigliamento dei consiglieri». Per poi aggiungere: «Non ci vuole uno sforzo di fantasia. L'obiettivo di tale richiesta ero e sono io. Perché, in passato, ho subito già più di uno squallido attacco sessista nel Palazzo del Consiglio regionale. L’ultimo, pochi giorni fa, in commissione». Per chiudere il post con sarcasmo: «Sono veramente rammaricata di aver ferito il profondo senso estetico del collega e rimango in attesa, sempre che me lo si voglia comunicare, delle misure di trama e ordito degli abiti che secondo il suo gusto dovrei indossare e, visto che ci siamo, potrebbe anche segnalarmi colori e negozi abilitati alla vendita dell’abbigliamento più consono per i consiglieri». Stefano Schirru, dal canto suo, ha replicato però tutt’altro: «Il perché del mio invito al pieno rispetto del regolamento dipende solo dal fatto che non ammetto l’ingresso in aula dei consiglieri, i consiglieri maschi, lo ripeto, senza la cravatta».
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