Ossa e teschi nel Supramonte
Un cadavere restituito dal mare, un teschio rinvenuto sotto la sabbia. Tanti episodi fotocopia negli ultimi anni che hanno risvegliato i ricordi dolorosi dei familiari a tanti anni dalla scomparsa...
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Un cadavere restituito dal mare, un teschio rinvenuto sotto la sabbia. Tanti episodi fotocopia negli ultimi anni che hanno risvegliato i ricordi dolorosi dei familiari a tanti anni dalla scomparsa dei loro cari: ma l’ultima speranza di poter dare loro una sepoltura quasi sempre si dissolve. Un anno fa i parenti di ex sequestrati mai tornati a casa sussultarono alla notizia del ritrovamento di oltre cinquanta ossa umane nelle campagne di Su Sercone, nel Supramonte di Orgosolo. Erano i resti di almeno tre persone, conservati in una zona particolarmente impervia, covo ideale dove nascondere un rapito. Sperò inutilmente nel riconoscimento la famiglia di Paoletto Ruiu, il farmacista di Orune sequestrato il 22 ottobre del 1993 e mai restituito ai suoi affetti. Ma incrociarono le dita anche i familiari di Giuseppe Sechi, 20 anni di Ossi, scomparso da Sorso nel marzo del 1994: un lembo del sui orecchio fu recapitato alla famiglia di Ruiu per fornire la prova in vita dell'ostaggio.
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