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Commessi a rischio, appello ai prefetti

Commessi a rischio, appello ai prefetti

I sindacati chiedono maggiori tutele per i lavoratori di market e supermarket

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SASSARI. Un appello l’ennesimo, per garantire la sicurezza ai dipendenti del settore commercio. Sono dodicimila al lavoro, nei market e supermarket, tutti aperti in piena emergenza. In prima linea soprattutto i cassieri, che ogni giorno incrociano i volti di tanti clienti. Cgiul. Cisl e Uil lanciano l’allarme in una lettera inviata ai quattro prefetti dell’isola: «La loro salute è a rischio per colpa delle aziende (sempre di meno) che non rispettano le normative sul coronavirus e dei clienti». Per fortuna le violazioni delle aziende sono sempre di meno. Ma qualcuno insiste. Per questo i sindacati hanno chiesto sabato scorso, per una sola impresa, l’intervento della Prefettura di Cagliari e del Comando provinciale dei Carabinieri. Mentre si sta valutando di dover ripetere la richiesta alle forze dell’ordine per altre aziende che si ostinano a non “proteggere” i dipendenti. La lettera ai prefetti è anche uno spaccato dei comportamenti della clientela: i sindacalisti Nella Milazzo (Cgil), Giuseppe Atzori (Cisl) e Cristiano Ardau (Uil) denunciano infatti che molti pretendono di poter entrare nei negozi con l’intera famiglia, minori e anziani al seguito. E spesso ci sono reazioni violente quando l’accesso non è libero o quando viene richiesto di rispettare la distanza interpersonale di un metro. «Molti – aggiungono – non rispettano alcuna profilassi sanitaria, niente mascherina o foulard. E altri utilizzano la scusa della spesa per uscire di casa: due tre tappe al giorno a volte per comprare solo la bibita in offerta da 50 centesimi. In più si attardano nelle operazioni di spesa o davanti al cassiere». In generale i sindacati registrano la carenza o l’assenza dei dispositivi di protezione individuale, come le mascherine monouso, consegnate solo una per dipendente. Appelli a rispettare le regole sono stati rivolti a tutte le aziende, quasi sempre con successo.

Ma i sindacati chiedono uno sforzo ulteriore nell’interesse di tanti lavoratori che non si tirano indietro e ogni giorno si presentano puntuali dietro la cassa o dietro il bancone. Le file interminabili di questi giorni e la ressa all’interno dei supermercati non si devono più vedere perché ne va della salute di tutti.

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