La Nuova Sardegna

Cig, confronto aspro tra imprese e sindacati

di Giuseppe Centore
Cig, confronto aspro tra imprese e sindacati

Vertice di tre ore con il presidente della Regione Solinas. Lo scontro sulla sicurezza di chi lavora

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CAGLIARI. Verrà firmato questa mattina l’accordo quadro per la cassa integrazione in deroga che dovrebbe proteggere i lavoratori sardi esclusi dalle ordinarie procedure in caso di temporanea perdita di lavoro. L’intesa arriva al termine di un lungo confronto tra Regione, sindacati e imprese che si è tenuto ieri pomeriggio e che ha portato alla stesura di un documento condiviso. Confronto tra le parti sereno? No. Nonostante la drammaticità storica del momento, con la certezza che l’attuale sistema produttivo sardo sarà pesantemente compromesso dalla crisi economica che arriverà a epidemia superata, il confronto a tre è durato più del previsto, e non per questioni di collegamento. Da diverse fonti risulta che al termine dell’incontro siano state avanzate forti perplessità sulla natura del documento da parte dei vertici di Confindustria, ai quali avrebbe risposto duramente il segretario regionale della Cgil Michele Carrus. Oggetto dello scontro una cabina di regia, sotto la supervisione del prefetto che monitori situazioni di pericolo sanitario nelle aziende, e intervenga per risolverle. Una linea comunque già fatta propria dal governo e accolta da tutte le parti sociali nell’ultimo provvedimento che ha rivisto i codici di produzione legati alle attività definite strategiche. Una cabina che evidentemente Confindustria riteneva superflua, ma che invece era ritenuta necessaria dal sindacato, preoccupato che in molte realtà produttive non siano correttamente e totalmente applicate le norme che impongono lo stop per le attività non strategiche.

I sindacati hanno fatto diversi esempi citando aziende che pur avendo solo una piccola parte di produzione o attività essenziale lasciano aperto anche il resto; dalle telecomunicazioni, con i call center, al commercio all’ingrosso di prodotti per uso domestico.

Alla fine una intesa, che ricalca quella nazionale e che assegna ai prefetti un ruolo chiave anche sul versante della sicurezza del lavoro, è stata trovata.

Così come è stato trovato l’accordo a estendere con fondi regionali la tutela a quei lavoratori non coperti dai sussidi statali. Tra questi le colf e le badanti, gli stagionali dei settori non ricompresi nel turismo e nell’agricoltura (come commercio, autonoleggi e servizi secondari per turisti), e i piccoli artigiani. Per tutte queste categorie, nel caso di perdita di lavoro ci sarà una tutela al salario regionale. Una distribuzione delle tutele e della integrazione al reddito che in teoria non dovrebbe lasciare fuori nessuno e che completa, migliora e soprattutto allarga la platea di beneficiari della cig garantita dall’Inps. Per un tessuto fragilissimo e fatto di piccole realtà come quello sardo, il primo punto, oltre a garantire la salute e la vita delle persone, è assicurare una copertura nel caso di perdita di lavoro.

Poi c’è l’altro complicatissimo aspetto. Quello legato agli interventi necessari per avviare un rilancio di tutte le filiere compromesse. Anche su questo punto, la mediazione di Solinas ha convinto il mondo del lavoro e dell’impresa. Ci sarà un confronto continuo con le parti sociali per definire meglio un piano di rinascita produttiva per l’isola. Ora c’è l’impegno a un confronto costante. Idee, strumenti normativi e finanziari sono ancora al di là da venire. In questa fase bisogna evitare che il virus si diffonda. Poi ci sarà tempo per pensare alla ripresa economica. Anche se è bene pensarci subito. Perchè altrove, sia in Italia che in Europa, a emergenza in corso, stanno già lavorando alla ripresa.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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