L'assessore Fasolino: «Stop agli accantonamenti, i soldi servono qua»
Il titolare del Bilancio nella giunta: «In questo momento d'emergenza alla Regione servono fondi per la spesa corrente»
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CAGLIARI. I suggerimenti li accoglie tutti. Anzi, mette in fila anche qualcos’altro, come la richiesta al Governo di sospendere il contributo delle Regioni, sono gli accantonamenti, per ridurre il debito pubblico nazionale. L’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino ha letto con attenzione l’intervista della Nuova al suo predecessore, l’economista Raffaele Paci. «Durante un’emergenza ogni contributo è prezioso – dice – e il suo mi è parso una sintesi chiara di alcune delle nostre iniziative già messe in campo».
A che punto siamo?
«Sin dall’inizio, abbiamo presentato proposte puntuali e aperto un dialogo tecnico-politico sia con le Regioni sia col ministero dell’economia. Ora spetta al Governo risponderci in tempi brevissimi».
Entri nel dettaglio.
«Appena scattata l’emergenza coronavirus, abbiamo operato sue due linee. La prima è stata quella dell’emergenza, l’altra, che stiamo ultimando, invece rilancerà dell’economia. Abbiamo proposto diversi emendamenti al decreto Cura Italia, per ottenere più risorse da destinare alla spesa corrente. Vogliamo soccorrere famiglie e aziende, e lo faremo con provvedimenti a efficacia immediata».
Partiamo dalle famiglie.
«A Pasqua avranno un aiuto straordinario di 800 euro per due mesi e sarà cumulabile con gli interventi nazionali».
Poi ci sono le imprese.
«Abbiamo messo a correre più di 150 milioni per aiutare le aziende a rialzarsi».
Basteranno questi soldi?
«Il nostro è un pacchetto di interventi, e infatti abbiamo approvato anche la sospensione dei pagamenti verso la Regione e accelerato quelli della Regione verso imprese. Allo stesso tempo, abbiamo dato il via libera a procedure, molto più veloci e ampie, di accesso alle garanzie e al credito, con l’impiego del fondo regionale che tra l’altro s’integrerà con quello nazionale».
Non servirebbe anche altro?
«Sono tutte cifre destinate a crescere. Con la Banca europea degli investimenti, stiamo predisponendo un piano per sostenere ancor di più l’economia».
Crolleranno però le entrate.
«Purtroppo sì. Ma abbiamo proposto un emendamento per compensare le minori entrate di competenza delle Regioni».
Altre proposte?
«Lo svincolo delle risorse statali e la possibilità di utilizzare gli spazi di riduzione del disavanzo ottenuti nel 2019. Poi la sospensione del pagamento delle rate per l’anticipazione di liquidità».
Paci le ha suggerito tutto il possibile?
«Quello che sto per dire non l’ho letto. Abbiamo sollecitato la possibilità di azzerare il contributo delle Regioni alla finanza dello Stato, sono gli accantonamenti, visto che lo Stato lavorerà in deficit e le Regioni no».
La Regione s’indebiterà?
«Quest’idea non ci appassiona. Invece abbiamo chiesto a Roma di svincolare le entrate in conto capitale dell’accordo sugli accantonamenti, sottoscritto a novembre, per indirizzarle su famiglie e imprese».
La spesa sanitaria è saltata.
«Certo. Però siamo riusciti a ottenere, come Regioni speciali, la partecipazione al riparto del fondo nazionale che sarà istituito per coprire le nuove e maggiori spese». (ua)
A che punto siamo?
«Sin dall’inizio, abbiamo presentato proposte puntuali e aperto un dialogo tecnico-politico sia con le Regioni sia col ministero dell’economia. Ora spetta al Governo risponderci in tempi brevissimi».
Entri nel dettaglio.
«Appena scattata l’emergenza coronavirus, abbiamo operato sue due linee. La prima è stata quella dell’emergenza, l’altra, che stiamo ultimando, invece rilancerà dell’economia. Abbiamo proposto diversi emendamenti al decreto Cura Italia, per ottenere più risorse da destinare alla spesa corrente. Vogliamo soccorrere famiglie e aziende, e lo faremo con provvedimenti a efficacia immediata».
Partiamo dalle famiglie.
«A Pasqua avranno un aiuto straordinario di 800 euro per due mesi e sarà cumulabile con gli interventi nazionali».
Poi ci sono le imprese.
«Abbiamo messo a correre più di 150 milioni per aiutare le aziende a rialzarsi».
Basteranno questi soldi?
«Il nostro è un pacchetto di interventi, e infatti abbiamo approvato anche la sospensione dei pagamenti verso la Regione e accelerato quelli della Regione verso imprese. Allo stesso tempo, abbiamo dato il via libera a procedure, molto più veloci e ampie, di accesso alle garanzie e al credito, con l’impiego del fondo regionale che tra l’altro s’integrerà con quello nazionale».
Non servirebbe anche altro?
«Sono tutte cifre destinate a crescere. Con la Banca europea degli investimenti, stiamo predisponendo un piano per sostenere ancor di più l’economia».
Crolleranno però le entrate.
«Purtroppo sì. Ma abbiamo proposto un emendamento per compensare le minori entrate di competenza delle Regioni».
Altre proposte?
«Lo svincolo delle risorse statali e la possibilità di utilizzare gli spazi di riduzione del disavanzo ottenuti nel 2019. Poi la sospensione del pagamento delle rate per l’anticipazione di liquidità».
Paci le ha suggerito tutto il possibile?
«Quello che sto per dire non l’ho letto. Abbiamo sollecitato la possibilità di azzerare il contributo delle Regioni alla finanza dello Stato, sono gli accantonamenti, visto che lo Stato lavorerà in deficit e le Regioni no».
La Regione s’indebiterà?
«Quest’idea non ci appassiona. Invece abbiamo chiesto a Roma di svincolare le entrate in conto capitale dell’accordo sugli accantonamenti, sottoscritto a novembre, per indirizzarle su famiglie e imprese».
La spesa sanitaria è saltata.
«Certo. Però siamo riusciti a ottenere, come Regioni speciali, la partecipazione al riparto del fondo nazionale che sarà istituito per coprire le nuove e maggiori spese». (ua)
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