La Nuova Sardegna

I sindaci: rischio crack, subito 5 miliardi

I sindaci: rischio crack, subito 5 miliardi

Deiana, Anci: senza entrate fiscali e rette non riusciremo a garantire servizi sociali, asili e trasporti

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Anche i Comuni sono a rischio crack. Il mancato introito di tributi svuota le casse degli enti locali e metterà in pericolo l’erogazione di servizi essenziali. Di qui l’appello di numerosi sindaci a una iniezione immediata di risorse pari a 5 miliardi di euro. «I Comuni, così come le Province e le Città Metropolitane, stanno subendo la crisi esattamente come le imprese e le famiglie perché – scrivono i primi cittadini firmatari dell'appello, tra cui Matteo Ricci (Pesaro), Dario Nardella (Firenze), Giorgio Gori (Bergamo), Beppe Sala (Milano) e Leoluca Orlando (Palermo) – non hanno più entrare fiscali e tariffarie e le vedranno fortemente diminuite per tutto il 2020. Non riscuotono più la tassa di soggiorno, le rette di nidi e asili, l’occupazione di suolo pubblico, le tariffe dei parcheggi, la Tari, le imposte collegate all'auto, i ricavi dagli ingressi dei musei comunali, i bus turistici, vedranno ridotte le entrate dall’addizionale Irpef comunale, imposte di pubblicità, e altro ancora. È presumibile che alcune di queste entrate mancheranno anche per il bilancio 2021, specie le entrate derivanti dal turismo. Stessa cosa avviene per le società partecipate, con ripercussioni sui bilanci dei Comuni e nei servizi ai cittadini, e ciò produrrà minori dividendi per i Comuni soci delle stesse. E, a differenza dello Stato, noi non possiamo fare bilanci in deficit». I sindaci chiedono dunque un’azione shock sugli enti locali nel decreto di aprile. «Con almeno 5 miliardi di euro stanziati e poteri speciali per i sindaci nel 2020 per far ripartire i cantieri e velocizzare gli investimenti».

L’appello dei sindaci delle grandi città trova d’accordo il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana. «Anci ha stimato che i mancati introiti per i comuni italiani, derivanti dalla crisi da Covid19, si aggirano fra i 3,721 miliardi e gli 8,122 miliardi di euro. Per non far pagare almeno le categorie che maggiormente hanno subito l’ondata della crisi da Covid19 c’è bisogno che lo Stato aiuti gli enti locali. Le entrate proprie dei comuni si aggirano intorno ai 40 miliardi annui. Capite bene cosa significa se mancheranno 8 su 40 miliardi. Saltano per aria gran parte dei servizi alla persona, dei servizi sociali, del trasporto pubblico locale, degli asili nido, delle assistenze domiciliari, della case di cura per anziani. Perché queste sono le cose che facciamo coi 40 miliardi di tasse locali che chiediamo ai nostri cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative