Coronavirus in Sardegna, professionisti e librai al Tar contro la Regione
Un ricorso collettivo per opporsi all’ordinanza che ha bloccato la riapertura decisa col decreto Conte
CAGLIARI. I titolari degli studi professionali e i commercianti di cartolibreria e vestiti per bambini si ribellano: contro la mancata riapertura imposta dal governatore Christian Solinas con l’ordinanza del 13 aprile si preparano a presentare un ricorso collettivo al Tar attraverso lo studio - peraltro forzatamente chiuso - dell’avvocato Ivan Sanna. Chiamati a raccolta dall’esponente radicale Laura Di Napoli, sono già una ventina in tutta la Sardegna i potenziali oppositori alla linea di rigore imposta dalla Regione, contro la quale si battono in queste ore con interventi sui social e su testate online anche giuristi di alto livello come l’ex presidente del tribunale di Cagliari Giangiacomo Pisotti e l’ex coordinatore dell’Avvocatura di Stato sarda Francesco Caput. Quella avviata dall’avvocato Sanna è una corsa contro il tempo, perché l’ordinanza contestata scadrà il prossimo 26 aprile: «Appena dieci giorni per raccogliere le firme e le procure - conferma il legale - senza poter contare neppure sul mio studio di Cagliari».
Al centro del ricorso cautelare, che il Tar dovrebbe esaminare d’urgenza, c’è il contrasto fra l’ultimo decreto governativo che dispone la riapertura di alcuni negozi e degli studi professionali e l’ordinanza notturna di Solinas che in sostanza ne ha bloccato l’efficacia: «Le norme nazionali - spiega Sanna - vietano a governatori e sindaci di imporre misure in contrasto o più stringenti, a meno che la situazione sanitaria in un determinato territorio non si presenti più grave che nel resto del paese. Non è certo il caso della Sardegna, molto meno colpita dal coronavirus di quanto lo sia la Lombardia». In altre parole non sono chiare a chi ricorrerà le ragioni per le quali Solinas è arrivato a ordinare la chiusura delle spiagge, dov’era già vietato anche solo passeggiare. Nel caso dei librai e degli altri commercianti cui il governo nazionale aveva dato il via libera i titolari hanno sostenuto spese, che l’ordinanza firmata da Solinas nel cuore della notte ha vanificato.
Ora si tratta di capire se i giudici amministrativi faranno in tempo a pronunciarsi entro la scadenza dell’ordinanza, perché se questo non avvenisse e il provvedimento non dovesse essere prorogato cesserebbe la materia del contendere, ma resterebbe in piedi una possibile controversia per danni. (m.l)
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